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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.
Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Alessandro Ceralli

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Scritto da Redazione - Articolo letto 427 volte   

Mi chiamo Alessandro, sono un cristiano evangelico.
Sono cattolico, nominale come, credo, lo siano in molti.
Fondamentalmente ateo fino a quando nel 1999 in carcere, a Piacenza, ho trovato un vangelo.
La mia conversione:
....... si è proprio così qualcuno mi ha parlato, qualcuno mi ha toccato.
No, non ti scriverò di esperienze mistiche, apparizioni particolari; non ti chiederò di rendere quel luogo, il carcere, un santuario da andare a visitare, ma di certo mi sento miracolato.
Non ti dirò di rituali particolari, celebrazioni appariscenti, nulla di tutto questo.
Ma cominciamo con ordine, con la mia vita, sarò breve, seguimi per favore....
Lavoro in carcere, un lavoro ben remunerato, rispetto a quello che facevo prima, il barista; lontano da casa, Piacenza (sono di Roma).
Da giovane, chissà perchè, avevo deciso di bestemmiare almeno 100 volte al giorno, le contavo.
Se la sera non avevo raggiunto quel numero lo facevo di seguito, potevo così addormentarmi "tranquillo".
Mai cattivo completamente, agli occhi degli uomini.  
Appassionato di PC e star trek.
Vinco il concorso in Polizia Penitenziaria, vado a Piacenza. Conosco sesso, droga e discoteca: "Quanto mi sono perso!" pensavo.
Nato da una famiglia modesta, sopratutto economicamente.
Mia madre catechista, mi "imponeva" la Chiesa Cattolica, catechesi, corale.

Devo dire mi sono divertito; di Dio, ben inteso, non me ne fregava niente, più delle ragazze, che, in ogni modo, non avevo coraggio di avvicinare.
Mia madre, a seguito di una forte depressione dopo il parto dell'ultima amata sorellina, la terza, si impicca, si uccide; per molti versi, me ne sono sempre fatto una colpa anch'io.
"Ok all'ora divertiamoci, sesso droga e discoteca".
Arrivo a Piacenza, e l'Emilia è certamente generosa per certi vizi.
Mi impegno nel sindacato, faccio rumore, manifestazioni davanti al carcere per la mensa e altre cose simili.
Mi rendo antipatico al Comandante, non ai miei amici.
Bene, la mia vita prosegue, il punto più basso, probabilmente, una notte al Block House (quello che nei moderni carceri è il primo blocco, il primo controllo).
Freddo, stufetta ed M12 in mano (la piccola mitraglietta).
Scrivevo poesie, pensavo a mia madre; a stento ho vinto la morte quella sera, pensavo, "ora ti raggiungo"...
Continua la mia vita: droga, sesso e discoteca; il lavoro diventa più difficile, ho bisogno di Valium la mattina per essere tranquilo e lavorare bene con i detenuti; la pressione è sempre alta, e i modi e le maniere devono essere sempre misurate, nei limiti del possibilie.
La notte, in carcere, avvolte mi addormento, magari brevemente; ogni 2 ore un giro per vedere se i "camosci" (i detenuti nel nostro gergo) stanno bene; se qualcuno di loro muore e il dottore lo trova freddo, sono guai.
Un detenuto mi denuncia per percosse: 2 anni di indagini. 

Quella notte non potevo essere tranquillo, il comandante era in giro, mi cercava, non potevo correre il rischio di appisolarmi.
Cerco il modo di restare sveglio; ill banco è pieno di giornali, di quelli che parlano di droga, sesso e discoteca, non mi sono mai piaciuti; cerco altro, non c'è, cammino per la "sezione", fa freddo, il russare dei detenuti è fastidioso, come sempre, l'odore del loro sudore ancor di più.
Vado al bagno mi sciacquo la faccia, ricomincio il giro.
Ad un tratto, mi ricordo di quei colleghi con in bocca sempre Gesù e Dio: lasciavano vangeli e calendari ai detenuti.
"Stupidi!" pensavo, "i detenuti vanno picchiati più che accarezzati... ahhh.... so io a cosa porta la religione....".
Eppure era un pò che ringraziavo Dio, in maniera blanda, non chiara, ma ero lieto di esserci ancora, in particolare di quella luna meravigliosa, nonostante l'aria gelida e le sbarre che mi separavano da lei; le sbarre, non quelle di ferro, piuttosto quelle nel cuore.
Ma la vedevo, tra le sbarre del corridoio, ed ero li, ed ero contento.
Bene, ecco un vangelo (etichettato con uno "strano" nome: Gedeoni). 
Ora lo leggo e gliene dico quattro a sti saccenti che parlano sempre con versetti.
Il Comandante viene e trova sveglio, mi sorride, so che tornerà.
"Tutto apposto?". "Certo comandante, tutto apposto".
Comincio a leggere... le genealogie... che pizza!
No, voglio continuare, domattina mi da il cambio quell'evangelico, che piace chimarsi cristiano; no, voglio proprio rispondergli a modo.

Vado avanti... leggo di Gesù: un uomo, Dio, fa miracoli, cambia la materia, resuscita.
Bella la storia; non l'avevo mai letta con così attenzione e dovizia... continuo.
Gesù è il maestro, insegna, aiuta, ..... bello questo Gesù... mi piace.
Poi.... gli schiaffi, gli sputi, i calci, la croce. Perché!!!!!!!!!!!!!!!!!
"Ah! Gesù, se io avessi avuto i tuoi poteri avrei fatto polvere dei miei nemici, altro che schiaffi, altro che sputi, io vi distruggo...".
Continuo a leggere e, a questo punto, il terrore: "sono io che sto prendendo a calci Gesù"; la consapevolezza: "io merito quella fine", ed infine, il sollievo e la pace: "è per me che l'ha fatto".
Comincio a piangere a dirotto, prego lo ringrazio...
Il giorno dopo abbraccio i colleghi, fratelli, distribuisco vangeli ai detenuti che, titubanti, mi dicono: "Possiamo prenderlo davvero?".
Pochi giorni dopo, sorprendono i miei compagni di avventura, alcuni li sospendono.
Io da non molto avevo rinunciato a quel modo di vivere... compagni e amici a cui ero molto legato e a cui voglio un mondo di bene e per i quali continuo a pregare... io che prendevo in giro Dio e deridevo chi mi parlava di Lui.
Poi il distacco sindacale a Roma, ed ora qui.... con te...
Ecco perchè, caro lettore, posso dire che lo Spirito mi ha parlato, convincendomi di peccato, e Gesù mi ha toccato, guarendomi dalla lebbra del peccato.
Ora non sono un "santone", ne un grande uomo, ne un "cristiano modello", ma solo un piccolo servo, inutile, consapevole che tutto deve al Suo Signore Gesù, che è il Cristo...