Password dimenticata? Nome utente dimenticato? Registrati
logotype
login |  registrati

Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra.
Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero.
Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui.

Graziella Ferrara

PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Testimonianze - Visitatori del sito
Scritto da Redazione - Articolo letto 118 volte   

Alla ricerca di Dio.

Sono nata in una famiglia cristiana, e fin da piccola mi sono stati impartiti gli insegnamenti di Cristo.
I miei genitori mi portavano in chiesa e alla scuola domenicale.
Crescendo, continuavo a stare vicina al Signore, ma a modo mio, chiedendogli aiuto solo quando le cose non andavano bene, o quando a scuola avevo un'interrogazione.
Nonostante tutto il Signore mi aiutava e parlava al mio cuore.
Nell'età dell'adolescenza le cose sono cambiate; pian pianino mi allontanavo da Dio con la scusa di dover studiare.
Dentro al mio cuore c'era un vuoto enorme e cercavo di riempirlo con lo studio, con la ricerca del "fidanzatino", e con tanti altri divertimenti che mi procuravano una momentanea felicità.
Ricercavo negli amici la gratificazione e al contempo mi ribellavo alle decisioni dei miei genitori e nascondevo loro quello che facevo.
Se poi mi proibivano di uscire con determinate persone, ero pronta a ingannarli, facendo loro credere che lo avrei fatto.
Ero ribelle e dentro al mio cuore iniziavano ad insinuarsi sentimenti d'odio, di rancore, di rabbia e d'antipatia verso il prossimo, ed anche verso i miei genitori.
Nonostante questo, continuavo ad andare in chiesa e a rivolgermi a Dio nei momenti di crisi.
Mi ritrovavo a vivere divisa fra Dio e il mondo, fra la Chiesa e le mie amicizie.
Molte volte Dio mi aveva parlato, e quando questo accadeva prontamente dicevo: "Si, Signore, voglio esserti fedele"; ma passata l'emozione ritornavo a compiere gli stessi sbagli.
Mi vergogno profondamente nel raccontarvi che ero giunta a rubare un lucidalabbra in una tabaccheria, solo per piacere alle amiche, volevo essere come loro.
Dio aveva tanta pazienza con me, aiutandomi, dandomi ogni giorno la vita e proteggendomi da cose ancora più tremende che avrei potuto compiere.
Solo adesso che sono "nata di nuovo" so che Dio non mi ha mai lasciata sola.
Ho deciso per il Signore in un momento particolare della mia vita.

Un giorno di settembre, i miei nonni ci comunicarono che mio zio (il mio preferito), si trovava in ospedale per un attacco cardiaco.
Dopo due giorni c'informarono che era migliorato, ma una sera ci giunse la tremenda notizia che aveva avuto un'altro attacco e questa volta era stato fatale.
Mi sono ritrovata distrutta e mi chiedevo come Dio avesse potuto permettere che una persona buona come lui (ma non "nata di nuovo") se ne andasse così all'improvviso, senza neanche poterlo vedere per l'ultima volta.
Tutto ciò mi sconvolse, ma mi portò a riflettere sulla fugacità dell'esistenza.
Cominciai a meditare sulla mia vita, sulla realtà della vita eterna, che, a seconda delle mie scelte, avrei potuto trascorrerla con Dio o lontano da Lui.
Iniziò per me un periodo di grande riflessione: rivedevo gli anni della mia esistenza e ogni volta mi dicevo: "Ma che senso ha vivere?".
Ero sempre alla ricerca di qualcuno che riempisse il vuoto del mio cuore, ma ogni tentativo risultava vano.
Dopo molti mesi dalla morte di mio zio, decisi di tornare in chiesa, ad ascoltare la Parola di Dio.
Il Signore iniziò pian piano a sciogliere il ghiaccio del mio cuore, ma soprattutto a riempirlo di quell'amore che stavo cercando.
Una domenica, durante un culto, ricordo che il pastore parlò dell'amore di Dio verso di me, tanto da mandare sulla croce il suo unico figlio.
Presentò la salvezza, ed alla fine fece una domanda: "Chi vuole accettare Cristo come suo personale Salvatore?".
Poi lesse un passo della Bibbia, dove Gesù chiese al cieco: "Cosa vuoi che io ti faccia?".
In quel momento ho sentito una dolcissima voce che amorevolmente mi diceva: "AMAMI".
Era una richiesta un pò strana, ma non ci ho pensato su due volte, avevo già perso troppo tempo.
Da quel giorno diedi la mia vita al Signore e, grazie alla Sua fedeltà, ancora oggi posso svegliarmi ogni mattina e trovarlo sempre accanto a me.
Le difficoltà non mancano, ma Dio è e sarà sempre al mio fianco; la Sua pace e la Sua serenità sono per me un'esperienza meravigliosa, che ogni giorno si rinnovano nella mia vita.