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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù dice: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato».

Maria Teresa

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Testimonianze - Visitatori del sito
Scritto da Redazione - Articolo letto 291 volte   

Un incontro importante.

Sono Mariateresa, ho 20 anni, e fino a qualche tempo fa mi sarei definita "cattolica non praticante".
Credevo in Dio, ma c'era qualcosa che mi mancava.
Evidentemente, però, il Signore aveva in serbo per me qualcosa di magnifico.
Da circa un anno sono fidanzata con un ragazzo di fede evangelica, e per me è una delle persone più importanti della mia vita.
Lui mi ha sempre parlato del Signore e, in un certo modo, è riuscito sempre ad affascinarmi.
Cosi un giorno decisi di andare in chiesa evangelica e di seguire il culto.
Il mio ragazzo mi spiegò che sarebbe venuto un Pastore americano a raccontare la sua testimonianza.
Inizialmente mi sentivo a disagio, e non ne capivo il motivo.
Continuai ad ascoltare quello che diceva il Pastore.
Era tutto stupendo e ci stava mandando un messaggio importante: "Il Signore bussa alla porta del nostro cuore, continuamente; noi dobbiamo solo accettarlo".
Io ascoltavo, ma mi sentivo sempre più agitata; fino a quando il Pastore invitò, coloro che volevano ricevere la Salvezza, ad alzarsi dal posto dove si trovavano.
Io volevo rispondere all'appello, ma non avevo il coraggio di farlo, le mie gambe non si muovevano, un pò per timidezza e un pò per spavento.
Si, lo ammetto, ero spaventata; spaventata perché sentivo sensazioni in me uniche, nuove, che non riuscivo a spiegarmi.
Dopo che gli altri furono tornati al loro posto, il Pastore disse che c'era ancora qualcuno che non si era alzato, forse per timidezza. 
Sentivo che quel qualcuno ero io, ma ancora una volta rimasi immobile.
Finito il culto, uscii fuori di corsa e scoppiai a piangere.
Il mio ragazzo capì tutto; ma Dio volle darmi un'altra occasione.
Qualche minuto dopo mia suocera si avvicinò e disse che il Pastore voleva parlarmi. 
Ci andai.
Le parole che mi disse furono indimenticabili, mi fecero capire molte cose; disse che per il Signore io ero speciale; Lui aveva bussato al mio cuore, e che non era importante la religione, bastava che Lo accettassi in me.
Nei giorni successivi fui molto confusa. 
Adesso invece so bene cosa voglio, ho accettato Dio dentro di me, voglio conoscere la Sua Parola e farla mia.