Anna Cipollaro

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Non ho mai dato la mia testimonianza pubblicamente, né tanto meno per iscritto, ma dato che alcuni fratelli mi chiedono a quando risale la mia conversione, o da quanto tempo conosco il Signore, lo faccio adesso soddisfacendo la curiosità di molti.

Potete notare che ho scritto: “Conversione” e “Conoscere il Signore”.
Per me, le due, sono cose diverse, perché il Signore l’ho sentito con me da quando ero piccolissima: gli parlavo tutte le sere, come ad un amico, gli raccontavo tutte le mie cose; ed è stato un dialogo ininterrotto, ma non avevo la maturità per capire chi fosse veramente e come potesse agire nella mia vita.
La conversione è venuta tempo dopo!

Iniziai a frequentare la Scuola domenicale verso i 6 anni; i miei si erano converti e ci tenevano a farmi frequentare la “nuova chiesa”, ma io ero molto legata alle suore.
La chiesa cattolica era situata nel rione dove abitavo, quindi era come una seconda casa per me.

Ma, in fondo, non ero interessata al rito religioso, più che altro ero presa dalle recite che facevamo, dalle tradizioni che ci facevano seguire, come il Carnevale, o le processioni con quelle piccole lanterne accese, o la festa di San Giuseppe con tutte le tavole apparecchiate per i poveri…

Crescevo e continuavo ad avere “il piede in due scarpe”!
Ma i miei genitori non dicevano nulla!

Mi piaceva anche andare nella chiesa Battista, lì imparavo tante cose sulla Bibbia e, grazie alla mia monitrice, Annamaria Delle Donne, attraverso la flanellografia, ho conosciuto Adamo ed Eva, Noè e la vita di Gesù.
Imparavo a memoria i versetti e mi innamoravo sempre più della Parola di Dio.

Ma verso i 10 anni, le suore, conoscendo la conversione dei miei genitori, tentarono di farmi fare la Prima comunione di nascosto; mi dissero di andare in chiesa al mattino presto, dove avrei preso questo Sacramento.
A quel punto ebbi paura, sentivo che, se l’avessi fatto, avrei commesso un peccato, avrei tradito il mio Dio.

Ne parlai con i miei, e fu a quel punto che mio padre mi mise davanti ad una scelta: “Non puoi continuare così, devi fare una scelta, ma sentiti libera di decidere, noi rispetteremo la tua decisione“.
Allora avevo solo dieci anni!

Decidere avrebbe comportato il fatto che non sarei più potuta andare dalle suore, non avrei più potuto vestirmi per Carnevale… in fondo ero una bambina.

Dopo qualche giorno, parlando con il Signore, mi resi conto che non potevo continuare in quel modo, perché, conoscendo la Verità, sapevo di sbagliare con quel mio dubbio comportamento.
Sono sicura che anche Lui aspettava una mia decisione, era arrivato il momento di fare chiarezza.

Comunicai la decisione a mio padre e, nonostante le varie pressioni delle suore che mi avevano vista nascere, da quel momento non sono più entrata nell’oratorio.

Verso i 14 anni, nella “nuova chiesa”, molte mie coetanee decisero di fare il Battesimo, ma io non ne sentivo ancora la necessità, e quando, durante una riunione, molte alzarono la mano per confermare il loro proposito, io non lo feci.

Ma non ero preoccupata per questa mia mancanza, sapevo che il Signore capiva il mio stato d’animo, era un passo importante e avevo bisogno di tempo.

Quell’anno, andammo in Campeggio: fu una esperienza indimenticabile (che consiglio a tutti i ragazzi, perché succedono cose incredibili).

All’inizio non fu facile abituarsi a quelle regole, che ritenevo strambe, troppo severe, ma poi, con il passare dei giorni, iniziai a non ribellarmi e ad amare quella esperienza, a rispettare le regole, a studiare molto approfonditamente la Parola di Dio…

L’ultimo giorno di quella vacanza indimenticabile e indelebile, ci fu il falò, tutti intorno a cantare e a pregare, poi ognuno di noi diede la testimonianza su ciò che avevamo ricevuto.

Quando toccò a me, incredibilmente non esitai, ma parlai della mia esperienza e di quanto avessi ricevuto in quei giorni, e nello stesso tempo ebbi la certezza che qualcuno era con me e in me!

Ero felice come non mai, e dopo, quando ebbi finito, tutti mi abbracciarono!
Cosa avevo detto di così toccante? Non lo so!
Ma so che in quel momento avevo ricevuto qualcosa di molto prezioso: lo Spirito Santo!

Non dimenticherò mai quel Campeggio; non dimenticherò mai quel momento importante della mia vita.
Al rientro, andai dal mio Pastore e gli comunicai l’intenzione di fare il battesimo.

Da quel giorno non ho mai avuto dubbi sulla presenza di Gesù nella mia vita, anche nei momenti peggiori e tristi ho sempre saputo che la Sua mano non mi ha lascia mai!


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