Chi o che cosa ci possono confermare che Gesù è veramente risorto dalla morte?

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Gesù è effettivamente risorto dalla morte?
E’ davvero importante che lo abbia fatto o meno?
Il cristianesimo crollerebbe senza la risurrezione di Gesù Cristo, come viene affermato in 1 Corinzi 15:12-19?
Se Gesù non è risorto dalla morte, il credo cristiano non ha ragione di esistere.
Uno degli avvenimenti meglio documentati del mondo antico è proprio la risurrezione di Gesù Cristo dalla morte.

Quando a Gesù, durante un confronto con i capi religiosi dell’epoca, venne chiesto un segno come dimostrazione che fosse realmente il Messia promesso, Egli rispose: “Soltanto un popolo malvagio e senza fede come questo avrebbe potuto chiedermi un’altra prova, ma non vi sarà dato nulla, eccetto il segno del profeta Giona; perché come Giona rimase dentro al grosso pesce tre giorni e tre notti, così io, il Messia, resterò sepolto nel cuore della terra tre giorni e tre notti” (Matteo 12:39-40). 

Il segno della resurrezione doveva distinguere Gesù da chiunque altro fosse mai vissuto ed avrebbe indicato che Egli era il Figlio di Dio (Romani 1:4).

Le Sue apparizioni vengono raccontate da testimoni oculari, ai quali Gesù apparve vivente per un periodo di quaranta giorni dopo la Sua crocifissione: “Gesù apparve agli Apostoli diverse volte, dando loro molte prove della sua risurrezione.
In quelle occasioni, parlò loro delle cose che riguardavano il Regno di Dio” (Atti 1:3).
 scrisse, nel 56 d.C. circa, che più di 500 persone contemporaneamente avevano visto il Cristo risorto e la maggior parte di esse era ancora vivente nel momento in cui egli stava scrivendo (1 Corinzi 15:6).
Lo scrisse come una sfida per coloro che avrebbero rifiutato di crederci, quasi invitandoli ad avere un colloquio con quelli che lo avevano visto al fine di stabilire se Cristo fosse davvero risorto.

Le prove storiche sono più che sufficienti per soddisfare la curiosità di ogni onesto ricercatore, questo è vero non solo perché esistono molte prove a favore della risurrezione, ma anche per la mancanza di qualsiasi prova a favore di una spiegazione alternativa.
Ci vuole maggiore fiducia per credere alle spiegazioni alternative alla risurrezione, che non alla risurrezione stessa.
Il giornalista agnostico Frank Morrison aveva intenzione di scrivere un libro che confutasse la risurrezione di Cristo.
Dopo parecchie ricerche, egli mutò parere e divenne credente in Gesù Cristo.
Egli scoprì che Cristo fu sepolto pubblicamente di venerdì, ma la domenica mattina il corpo non era più nel sepolcro.

Ora, se Gesù non era risorto dalla morte, qualcuno ne aveva portato via il corpo.
Vi erano tre gruppi di persone che avrebbero potuto avere la possibilità di impadronirsi del corpo: i Romani, i Giudei, oppure i Discepoli.
I Romani non avrebbero avuto alcun motivo di sottrarre il corpo, in quanto intendevano mantenere la pace in Giudea, mentre la sottrazione del corpo di Cristo non avrebbe giovato alla realizzazione di questo obiettivo.
Inoltre, i soldati romani avevano ricevuto il comando di impedire che il corpo fosse sottratto.
Sicuramente, i Giudei non presero il corpo, in quanto l’ultima cosa che essi desideravano era che si potesse proclamare la risurrezione.

Come è scritto in Matteo 27, furono loro a chiedere una stretta sorveglianza del sepolcro; perciò se avessero preso il corpo per non farlo rubare ad altri, perché non lo avrebbero esposto alla visione di tutti per dimostrare che Cristo non era risorto, come i discepoli di Gesù annunciavano?
I discepoli di Gesù non avevano alcuna ragione di sottrarre il corpo; infatti, quasi tutti erano perseguitati ed uccisi per la loro testimonianza che Cristo era vivo.
Inoltre la religione che essi professavano esortava a dire la verità e non a mentire.
La spiegazione più logica è che Cristo è risorto ed i testimoni oculari lo affermano in modo chiaro.
I discepoli di Gesù forse non vantavano l’insegnamento scientifico che abbiamo oggi, ma conoscevano di sicuro la differenza che passa tra un uomo morto ed uno vivo.

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