Come credenti del Nuovo Patto, come dobbiamo considerare l’Antico Testamento?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nel Nuovo Testamento viene messo bene in evidenza un fatto importante, e cioè, che una parte dell’Antico Testamento è sostituita dall’.
La Lettera agli Ebrei tratta proprio questo argomento per esteso, sottolineando la superiorità della Grazia di Cristo sulla Legge antica (Giovanni 1:17), la superiorità del Nuovo Patto sull’Antico e quindi il superamento di tutte le leggi cerimoniali.

Infatti è scritto che tutti gli atti di culto del “primo tabernacolo…erano “una figura per il tempo attuale” (Ebrei 9:8-9), e “la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che si accostano a Dio” (Ebrei 10:1).
Gesù ha compiuto la redenzione “per riscattare quelli che erano sotto la Legge, affinché noi ricevessimo l’adozione di figliuoli; e perché siete figliuoli Dio ha mandato lo Spirito del Suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Galati 4:5-6).
È evidente quindi che la Legge della quale “neppure un iota o un apice passerà” è quella perfetta che Gesù ha completato con la Sua opera vicaria, mediante il Suo sacrificio sulla Croce.

Col Suo sangue Cristo ha mediato il Nuovo Patto di certezza e di grazia, nel quale tutti i credenti si identificano e sul quale stanno saldi, stabilendo quella che le Sacre Scritture definisce “la legge di Cristo” (Galati 6:2), che può essere adempiuta dal credente con l’aiuto dello Spirito Santo.
I principi generali dei Comandamenti sono stati da Gesù non soltanto confermati, ma riaffermati in una forma nuova che non si limita più all’adempimento esteriore, ma al sentimento interiore.
Egli ripeterà molte volte nel sermone del monte: “Voi avete udito che fu detto agli antichi… ma io vi dico…” (Matteo 5:21-22).

La Legge antica autorevole e perfetta è interpretata da Gesù nel senso divino, nel quale è stata promulgata, Dio considera prima il sentimento e poi la manifestazione esteriore.
L’Antico Testamento è anche Parola di Dio, siccome è scritto che esso è “un’ombra dei futuri beni” e “figura e ombra delle cose celesti” (Ebrei 8:5); “ombra di cose che dovevano avvenire” (Colossesi 2:17).
Infatti, Gesù ha adempiuto tutti i tipi e le figure della Legge con la Sua vita immacolata e la Sua morte vicaria: “La Legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede” (Galati 3:24).
Il pedagogo era l’istitutore privato per i figliuoli in minore età.

Ora, noi, come figliuoli di Dio a pieno diritto per mezzo di Cristo, il nostro fratello maggiore, possiamo comprendere l’Antico Testamento e trarne applicazioni spirituali e morali per afferrare pienamente il piano mirabile di Dio per la Salvezza dell’umanità, infatti nell’Antico Testamento è nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento è rivelato l’Antico.
La Rivelazione divina all’umanità sarebbe incompleta ed imperfetta se si togliesse dalla Bibbia l’Antico Testamento, il quale è vero tesoro di spiritualità e mezzo di edificazione profonda, che dimostra il piano divino per la redenzione dell’umanità e che rappresenta “la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione come a una lampada splendente in luogo oscuro finché spunti il giorno” (2 Pietro 1:19).

L’Antico Testamento, però, deve essere interpretato alla luce del Nuovo, in quanto in Cristo ci è stato rivelato il piano perfetto della Salvezza per Fede.
Gesù stesso protesta autorevolmente contro il concetto che l’entrata nel Regno di Dio dipenda dall’osservanza esteriore della Legge e riafferma che la giustizia cristiana deve superare quella degli Scribi e dei Farisei, e lo può unicamente se facciamo Cristo nostra “sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1 Corinzi 1:30).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.