Cos’è la Confessione?

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Una vera confessione avviene dopo il sincero travaglio del pentimento: la percezione del disordine morale nel quale noi uomini siamo per natura, il risveglio della coscienza che si volge verso Dio.
L’uomo che si pente prova un orrore sincero per il male che ha potuto fare, per un peccato particolarmente grave, o per l’insieme d’una vita nella quale Dio non ha avuto posto.
Nel pentimento, c’è un barlume di speranza, un anelito della misericordia divina.
Il pentimento si manifesta con un rammarico sincero, sviluppato dalla convinzione di peccato, di giustizia e di giudizio, operato nel cuore dell’uomo dallo Spirito Santo (Giovanni 16:8-10), che spinge alla confessione.

La confessione quotidiana (prodotta dal desiderio di voler piacere a Dio, vivendo una vita santa e ubbidiente): esposta anzitutto a Dio perché è Lui il primo offeso, e poi a coloro i quali abbiamo causato un torto. 
Infatti sta scritto: “Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri…” (Giacomo 5:16). 
Riparando per quanto è possibile, e abbandonando i peccati che sono stati confessati, il credente conserva il ricordo delle colpe che l’umiliano, ma nello stesso tempo si rallegra della grazia immeritata che gli è stata concessa. 
Così il pentimento prepara l’anima ad accettare la Grazia di Dio. 

È un primo movimento verso Dio, perché chi si ravvede riconosce il diritto che Dio ha di essere ubbidito.
Infatti sta scritto: “Dio comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano…” (Atti 17:30).
C’è già fede nel pentimento, in quanto si confessano i propri peccati solo quando si ha la speranza di ottenerne il perdono.
Il pentimento è come l’ascesso che si apre infine sotto il bisturi del grande Chirurgo: Dio!
Il Profeta Osea indirizzava il popolo ad andare a Lui: “Preparatevi delle parole e tornate al Signore! Ditegli: Perdona tutta l’iniquità!” (Osea 14:2).

Il salmista Davide, infatti, è direttamente a Dio che fa questa confessione: “Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità; ho detto: confesserò le mie trasgressioni al Signore, e Tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato” (Salmi 32:5). 
L’Apostolo Giovanni conferma ciò dicendo: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). 
E ancora: “Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio… Infatti con un’unica offerta Egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati” (Ebrei 10:12-14). 
Ogni vero penitente che quindi confessa il suo peccato a Dio, realizza una volta e per sempre nella vita, il Perdono dei peccati, la santificazione e la salvezza eterna.

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