Cosa sono i Sacramenti?

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Nel mondo cristiano vi sono prevalentemente due correnti di interpretazione e numerazione dei Sacramenti: la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Evangeliche, in genere.
Per la prima, i Sacramenti sono gli Atti liturgici attraverso i quali si comunica la Grazia di Cristo, e vengono considerati “segni efficaci”, cioè che PRODUCONO la realtà che rappresentano.
Nel XII secolo, la Chiesa Romana accolse l’esposizione di Pietro Lombardo che impostò a sette il numero dei Sacramenti: Battesimo, Confermazione (o Cresima), Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordinazione dei preti e Matrimonio dei laici.

La maggioranza degli Evangelici, invece, si associa alla definizione data da sant’Agostino: “I Sacramenti sono SEGNI esterni e visibili di una grazia interiore e spirituale prima realizzata“; cioè segni che richiamano semplicemente al credente la realtà interiore della Grazia.
Vengono accettati, quindi, solo quelli riportati nel Nuovo Testamento, che sono stati istituiti da Cristo: il Battesimo in acqua e la Santa Cena.
In effetti, non sono dei rituali che possono comunicare le grazie spirituali; c’è lo possono testimoniare le vite di milioni di cristiani nominali, i quali anche se hanno ricevuto il Sacramento del Battesimo da bambini, non vivono (non vogliono e/o non possono) una vita cristiana, da seguaci di Cristo.
Questi rituali, anche se sono chiamati “sacramenti che provengono indirettamente da Dio”, sono pur sempre delle “forme”.

Le grazie spirituali, invece, sono trasmesse direttamente da Dio, tramite gli attributi delle Persone Divine: il Padre, la Parola (il Figlio) e lo Spirito Santo. 
Il fondamento neotestamentario dell’istituzione dei sacramenti è reperibile nella Dottrina della Salvezza, che si riferisce al piano divino per la redenzione dell’umanità in Cristo, nascosto a chi non crede, ma rivelato a chi ha fede (Efesini 1:9-10).
Molti teologi e pensatori sono incappati in questo errore, credendo che l’azione salvifica di Cristo viene manifestata e resa accessibile alla Chiesa, in virtù di determinati atti liturgici come il Battesimo e l’Eucaristia.
Tali atti vennero tradotti in greco con il termine “misteri”, in analogia con i culti misterici.

In effetti, con questo concetto si focalizza l’attenzione sull’acqua del Battesimo e non su una reale e personale esperienza di Salvezza; si focalizza l’attenzione sugli elementi del pane e del vino e non su quello che questi rappresentano, cioè l’offerta del corpo e del sangue di Cristo dato per la Salvezza del credente, ora e qui, al momento della sua morte in croce.
Specialmente con la Santa Cena la differenza tra sacramento-mistero e sacramento-segno è sottile e, allo stesso tempo, significativo in quanto il primo, come naturale conseguenza, ha dato alla luce il concetto anti-scritturale della Transustanziazione, mentre il secondo si mantiene dentro il canone neotestamentario, che è quello di spezzare il pane e di bere il vino in RICORDO del sacrificio che Cristo ha fatto una volta per sempre ed efficace sino alla fine dei tempi (Ebrei 9:28).

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