Edoardo

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

L’alcool era la mia vita.

Nella mia vita ho sempre desiderato avere un posto al sole, ma, a un certo punto, mi sono ritrovato in un grave naufragio esistenziale.
Non mi resi conto di essermi messo sulla cattiva strada dell’alcool e di esserne diventato dipendente.
Il mio corpo implorava continuamente di ricevere dell’alcool, distruggendo la mia personalità, diventai aggressivo e insopportabile.
La mia vita finì nel caos: la relazione con mia moglie divenne un inferno ed ho attaccato la mia professione ad un chiodo.
Ero assalito da orribili incubi e sensazioni di paura di notte, e preda di attacchi d’ira di giorno.

Alla fine non ce la feci più, e presi la decisione di togliermi la vita, ma avvenne qualcosa di sorprendente!
Una sera bussarono alla porta di casa: “É la polizia!“, fu il mio primo pensiero.
Erano invece due persone che annunciavano l’Evangelo.
Cercarono di farmi capire, che Gesù era la mia unica possibilità per uscire dal tunnel dell’alcool.
Parlarono dell’infinito e grande amore di Dio, di Gesù venuto nel mondo per salvare persone come me, dal vizio e dalla condanna eterna e del fatto che, per amore mio, si fece inchiodare volontariamente sulla croce, per espiare (pagare) anche il mio peccato.

Chi crede adesso in Gesù Cristo“, aggiunsero, “sarà salvato per l’eternità e sperimenterà il Suo aiuto“.
Gesù era sempre stato per me una leggenda e fui felice quando quei due se ne andarono.
Uno di loro, prima di uscire, mi disse: “Se questa notte si ripresenta di nuovo questo irresistibile bisogno di alcool, tenta almeno una volta, di contrastarlo con una preghiera“.
Che sciocchezze!“, esclamai.

Durante la notte il vizio dell’alcool chiese di nuovo il suo tributo.
Allora mi ricordai del consiglio di quell’uomo, cioè di pregare.
Dio dice: “Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai” (Salmi 50:15).
Pregare!? Tutto dentro di me si opponeva.
Mi resi conto però del caos della mia vita, e mi facevo schifo!
No, così non posso continuare a vivere!“.
Congiunsi all’improvviso le mie mani e pregai: “Dio, se tu esisti veramente lassù, aiutami ad uscire da questo fango, non ce la faccio più, sono perduto“.
Poi mi addormentai.

La mattina seguente avvenne il grande miracolo: non avevo più desiderio d’alcool.
Andai al supermercato per comprare una bottiglia di liquore, ma davanti allo scaffale degli alcolici, non stesi la mano.
Non è possibile“, esclamai, “non ho più sete!“.
Dio aveva ascoltato il mio grido d’aiuto, compiendo per me ciò che io con la mia forza ero incapace di fare: la dipendenza dall’alcool era stata spezzata.

Allora mi resi conto che dovevo prendere una decisione per Gesù.
Quella stessa notte pregai in ginocchio e accettai Gesù come mio Signore e Salvatore.
Gesù può fare lo stesso anche per te, Egli dice: “Chiunque beve di quest’acqua (droga, sesso, alcool, successo, religiosità…) avrà sete di nuovo; ma chi beve dell’acqua che io gli darò; non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna” (Giovanni 4:13-14).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.