False dottrine sull’Inferno

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Quelle che seguono sono alcune delle false idee sull’inferno, purtroppo molto diffuse, che in alcuni casi nascono da una lettura distorta della Scrittura, mentre in altri casi sono del tutto arbitrarie.

1) Universalismo

Insegna che alla fine tutti saranno salvati. “Iddio è troppo buono per escludere qualcuno dal Cielo”, è l’argomento preferito da questa teoria, la quale è contraddetta e smentita da versetti come Romani 6:23, Luca 16:19-31, Giovanni 3:36 ed altri.

In realtà, quello di escludere i peccatori dal Cielo è un atto di misericordia di Dio, perché un peccatore corrotto sarebbe infelice in Cielo come sarebbe infelice un santo di Dio all’inferno.

2) Restaurazionismo

Insegna che la punizione all’inferno non è una punizione eterna, ma un’esperienza temporanea che ha lo scopo di purificare il peccatore e renderlo adatto per il Cielo.

Se le cose stessero così, le fiamme dell’inferno avrebbero maggiore potenza del sangue di Cristo.

Inoltre, l’esperienza ci insegna che la punizione in se stessa non è rigeneratrice: può frenare, ma non trasformare.

Inoltre, secondo Matteo 25:41, se la punizione degli empi ha un termine, deve averlo anche la felicità dei giusti.

3) Seconda opportunità

Afferma che tutti avranno una seconda opportunità di accettare la salvezza, tra la morte e la risurrezione.

Le Scritture, però, insegnano che al momento della morte il destino eterno dell’uomo è fissato (Ebrei 9:27).

Inoltre, se la gente pensasse di avere un’altra opportunità, chi approfitterebbe della prima?

E se essi trascurano la prima opportunità, per le leggi della natura umana saranno ancora più deboli quando dovranno approfittare della seconda.

4) Annichilazionismo

Insegna che Dio annienterà gli empi.

L’Annichilazionismo trae questo insegnamento da una lettura errata di versi come II Tessalonicesi 1:9 ed altri passi, che dicono che gli empi saranno distrutti.

In realtà nelle Scritture, questa parola non significa annichilimento, ma rovina.

D’altronde, se la parola “distruzione” in questo versetto significasse annichilimento, la parola “eterna” sarebbe superflua, perché l’annichilimento dura per sempre.

Nell’ambito di questa teoria vengono citati anche dei passi che mostrano la morte come punizione per il peccato.

Ma in questi casi il riferimento è alla morte spirituale, non a quella fisica, e la morte spirituale significa separazione da Dio.

La promessa della vita, fatta da Dio a colui che ubbidisce, non significa il dono dell’esistenza, perché questa la posseggono tutti.

E se la vita come ricompensa non significa il dono della semplice esistenza, la morte come punizione non significa la perdita della semplice esistenza.

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