Ignoranza negletta

Ignoranza negletta
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nella Parola di Dio, spesso, il termine originale tradotto “tenebra” sta a significare un’ignoranza negletta e volontaria sulle cose di Dio.

Questa caratteristica la notiamo nella descrizione dell’episodio della liberazione dell’indemoniato Gadareno, riportato nei Vangeli di Matteo 8:28-34, Marco 5:1-17 e Luca 8:26-39.

Nei passi di Matteo e di Marco, vi è riportato che gli abitanti del luogo “pregarono” Gesù perché se ne andasse da lì; in Luca è riportato che le persone del luogo chiesero a Gesù che si allontanasse perché avevano paura.
In tutti e tre i passi viene descritto che Gesù asseconda la loro volontà (il Signore non forza nessuno).

Quelle persone hanno costatato con i loro occhi un fatto miracoloso, che solo Dio poteva fare.
Infatti avevano provato con tutti i loro mezzi di riportare la serenità in quella zona e non vi erano riusciti.

Sono rimasti meravigliati quando Gesù ha liberato quei poveri uomini dai demoni, ma non hanno espresso alcuna gratitudine.
Gli abitanti di quei luoghi, che erano accorsi a vedere il miracolo, invece di essere riconoscenti verso Gesù lo hanno pregato di allontanarsi.

Gesù aveva liberato gli uomini dai demoni e di conseguenza gli abitanti del luogo e i passanti potevano percorrere quella contrada serenamente e senza paura di essere aggrediti.

Quali sono stati i motivi così impellenti e vitali che hanno condizionato i sentimenti di quelle persone da renderli irriconoscenti per la liberazione dei loro paesani e costringere l’allontanamento di Gesù e, di conseguenza, continuare nel loro allontanamento da Dio?

Gli uomini di quelle contrade non dovevano essere molto timorati da Dio; infatti, vedendo la potenza di Dio all’opera, hanno avuto paura che anche loro potessero essere coinvolti e, forse come conseguenza, avrebbero dovuto cambiare tenore di vita, abbandonare i loro peccati e avvicinarsi a Dio.

Ma questi hanno preferito le tenebre (in questo caso, condizione di lontananza da Dio) e rimanere nei loro peccati.
La loro professione ne era una prova, infatti allevavano porci, cioè animali impuri, vietati dalla Legge, sia come alimento che come animali sacrificali.

Quella era una zona e una popolazione tempestata da demoni, i quali, purtroppo, avevano libero dominio a causa dei peccati di quegli uomini, ma possiamo riscontrare la caparbietà di quelle persone a voler rimanere nella loro condizione di lontananza da Dio.

Gesù, in un certo modo, ha causato una grande perdita finanziaria (i porci precipitati nel burrone a causa dei demoni erano minimo 6.000), per cui, riconoscendo la sua potenza, lo hanno costretto diplomaticamente ad allontanarsi per togliere il rischio di altre perdite.
Con questo hanno dimostrato di stimare i beni terreni più della liberazione di quei poveretti e di non avere carità.

Non è strano il fatto che Gesù fa i miracoli, perché ama le persone, ma è strano quando le persone accolgono i miracoli con ingratitudine e opposizione!

Vedete che danno morale e spirituale può fare (per se stessi e per gli altri) l’amore per il denaro e per i beni materiali?
È un danno che attacca prima le persone coinvolte e poi condiziona la zona, il paese e la società dove queste vivono.

Non ci meravigliamo quando, in molte occasioni, il messaggio di Gesù viene respinto, perché non viene respinto solo il messaggio, ma, principalmente, Gesù.
Lui è la Luce degli uomini, ma molti preferiscono rimanere nelle tenebre (Giovanni 3:19).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.