Il Giudizio finale

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La Bibbia parla dell’attuazione di un Giudizio finale in termini molto chiari (Salmi 96:13; Salmi 98:9Matteo 25:31-46; Romani 2:5-101 Pietro 4:5).

Cristo, in qualità di Mediatore, ne sarà il Giudice (Giovanni 5:27; Atti 10:421 Timoteo 4:1).
Questo onore fu conferito a Cristo come riconoscimento per la espiatoria.

Lo assisteranno gli Angeli (Matteo 13:41-42; Matteo 24:31), e pure i credenti salvati saranno partecipi di quest’opera giudiziaria (1 Corinzi 6:2-3; Apocalisse 20:4).
È perfettamente evidente dalle Sacre Scritture che ogni individuo, non credente, della razza umana, di tutte le generazioni, dovrà comparire di fronte al tribunale del giudizio di Dio (Matteo 5:32; Romani 14:10; 2 Corinzi 5:10; Apocalisse 20:12).

I credenti saranno anch’essi giudicati davanti al “Tribunale di Cristo”, alla Sua venuta, ma sarà un giudizio di valutazione o non di condanna (Matteo 13:30-49).
Anche i Demoni verranno giudicati (2 Pietro 2:4; Giuda 1:6).

Il Giudizio finale sarà naturalmente alla fine del mondo, dopo il regno millenario di Cristo in terra (Giovanni 5:28-29).

La durata del giudizio non può essere determinata, la Bibbia parla de “il giorno del giudizio”, ma questo non significa necessariamente che sarà di 24 ore.

Il criterio con il quale verranno giudicati sarà evidentemente la Parola rivelata di Dio.
I non credenti verranno giudicati secondo la Legge di Dio.

I Giudei (non credenti) verranno giudicati secondo la rivelazione dell’Antico Testamento.
Dio darà a ciascuno ciò che gli spetta.

Il Giudizio finale serve al proposito di mettere in luce chiaramente quale sarà lo stato di ciascuna persona per l’eternità.

Gli empi verranno consegnati ad un luogo di punizione chiamato “lo Stagno di fuoco e di zolfo”.
Questo luogo delimita una condizione di lontananza da Dio e sofferenze eterne (1 Pietro 3:19).

In questo luogo le anime saranno totalmente privati del divino favore, faranno esperienza di un eterno tormento nella loro esistenza, soffriranno reali dolori nella coscienza, angoscia e disperazione nella propria anima (Matteo 8:12-13; Marco 9:47-48; Luca 16:23-28Apocalisse 21:8), e vi saranno diversi gradi di punizione (Matteo 11:22-24).

La condizione finale dei giusti, invece, sarà preceduta dal passaggio del mondo attuale allo stabilirsi di una nuova creazione.

La dimora eterna dei credenti è chiamata anche Paradiso (Giovanni 14:2Matteo 25:10-12).
I giusti non erediteranno solo il Cielo, ma anche la Nuova creazione (Matteo 5:5; Apocalisse 21:1-3).

Il premio del giusto viene descritto come Vita eterna, cioè non solo vita senza fine, ma vita nella pienezza, senza le imperfezioni ed i disturbi del presente e alla presenza di Dio.

Questa pienezza della vita verrà goduta in perfetta comunione con Dio, essenza stessa della Vita eterna.
Sebbene tutti godranno di beatitudine eterna, in Paradiso vi saranno pure diversi gradi di godimento (Daniele 12:3; 2 Corinzi 9:6).

D’altra parte, nessun testo biblico afferma una salvezza finale e universale.
L’Universalismo è una speculazione teologica che disconosce i passi del Nuovo Testamento riguardanti il giusto giudizio di Dio.

Come si possono disconoscere le parole di Gesù: “In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel Giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città“? (Matteo 10:15).

Gesù dice ancora: “Vi dichiaro che nel Giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra… lo lo dichiaro, nel Giorno del Giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:22-24);
Or io vi dico che d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel Giorno del giudizio… I Niniviti risorgeranno nel Giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si sono ravveduti alla predicazione di Giona… La regina del Mezzodì risusciterà nel Giudizio con questa generazione e la condannerà” (Matteo 12:36-42).

Nel resto del Nuovo Testamento la dottrina del Giudizio e della retribuzione eterna è molto esplicita: “… Essi ricolmi d’ogni ingiustizia… pur conoscendo che secondo il Giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.

Pensi tu, o uomo che giudichi quelli che fanno tali cose, e le fai tu stesso, di scampare al giudizio di Dio?
Ovvero sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento?

Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, ti accumuli un tesoro d’ira per il giorno dell’ira e della rivelazione di giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: Vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene operare cercano gloria e onore e immortalità, ma a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione.

Tribolazione ed angoscia sopra ogni anima d’uomo che fa il male,… poiché dinanzi a Dio non c’è riguardo a persone, infatti, tutti coloro che hanno peccato senza Legge, periranno pure senza Legge, e tutti coloro che hanno peccato avendo Legge, saranno giudicati con quella Legge” (Romani 2:3-12).

È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il Giudizio” (Ebrei 9:27).
Il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del Giudizio” (2 Pietro 2:9).

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