Il sacrificio espiatorio di Cristo

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Dio è il sovrano morale dell’universo, oltre ad esserne il Creatore e il Sostenitore.

La Bibbia intera rivela Dio non soltanto come il Sovrano dell’universo, ma come il Giudice supremo e il perfetto Legislatore.

Le Sue leggi non sono arbitrarie, sono la verità, esse scaturiscono dallo stesso Suo essere, trasgredirle non vuol dire commettere un reato contro uomini, lo Stato o la proprietà, ma è peccato, cioè dimostrazione di essere contro Dio, quindi soggetti al Suo giudizio e degni di punizione.

Nessuno sarebbe disposto ad avere un’attitudine di tolleranza, in genere, per colpe come il furto, la menzogna, l’immoralità, mentre invece tolleriamo nel nostro comportamento individuale.

Nella società questo principio di tolleranza creerebbe il caos totale.
Poniamo alcune premesse che dimostrano come si arriva alla necessità del sacrificio espiatorio di Cristo:

– Se Dio dovesse perdonare senza alcun prezzo, cancellerebbe la distinzione tra bene e male, ed in pratica affermerebbe che il bene non è importante ed il male gli è indifferente.
– Se il perdono non può essere un diritto acquisito è allora un atto di totale generosità da parte dell’offeso.
– Dio non è soltanto amore, ma un fuoco consumante ed il Suo amore si manifesta anche nella Sua giustizia.
– Dio è santo, giusto ed amorevole, questo è il triplice insegnamento di Cristo che autorizza a credere che l’amore di Dio modifica la Sua stessa giustizia.

Uno dei testi biblici dei Vangeli, che evidenzia l’amore di Dio insieme alla Sua santità e giustizia, è il seguente: “E come (Gesù) si fu avvicinato, vedendo la città (Gerusalemme), pianse su lei, dicendo: Oh, se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quel che è per la tua pace!
Ma ora è nascosto agli occhi tuoi, poiché verranno su te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, e ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata” (Luca 19:41-44).

L’amore di Dio si esprime con il pianto di Gesù, che non può fare altro dinanzi ad un atto di giudizio.
Ma il Suo amore non annulla ne la Sua santità, ne la Sua perfetta giustizia, ne la libera volontà degli uomini.

L’amore di Dio si manifesta nella Sua pazienza “non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi” (2 Pietro 3:9).

Con le braccia aperte sulla croce, Gesù sbarra la strada verso la perdizione eterna.

Ma se quell’amore divino è ignorato e rifiutato fino alla fine, verrà il tempo quando si potrà manifestare soltanto con le lacrime di dolore di Gesù, mentre l’individuo si allontana deliberatamente da Lui, non riconoscendo la .

Dio non può passare sopra le offese senza tenere conto della legge da Lui stesso stabilita; Egli è l’origine ed il sostegno morale dell’universo e, come tale, essendo un Dio santo e giusto, non può avere alcun rapporto con il peccatore: “Il Giudice di tutta la terra non farà Egli giustizia?” (Genesi 18:25).

L’Eterno è lento all’ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:3).
…Per dimostrare la Sua giustizia, avendo Egli (Dio) usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; per dimostrare, …la sua giustizia nel tempo presente, onde Egli sia giusto e giustificante colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:25-26).

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