Il silenzio

Il silenzio
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“C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere” (Ecclesiaste 3:7).

La parola è il primo mezzo di comunicazione.

Oggi si parla tanto; pensiamo ai comizi, alle assemblee, ai commenti…
Sembra sia nato un nuovo mestiere: il commentatore.

Su ogni cosa si commenta; anche sulle mediocrità c’è chi coglie l’opportunità di lanciarsi in una logorroica interpretazione della parola.

La parola viene spesso usata per denigrare, per sopraffare, per offendere, superando ogni inibizione.
Pensiamo alle varie discussioni che abbiamo con i nostri amici, parenti, fratelli…

In alcune situazioni non perdiamo l’occasione di esternare le nostre ragioni, avvalendoci di una parola aggressiva e inopportuna, la usiamo per difenderci, ma poi, forse senza rendercene conto o con cognizione di causa, la trasformiamo in un’arma che uccide più della spada!

In tutto questo parlare e sparlare, viene spesso ignorata la grande virtù del silenzio.
Il silenzio spesso è d’oro, bisognerebbe contare prima di parlare, riflettere, meditare su ciò che si sta per dire, e a volte si dicono parole che non verranno mai dimenticate.

Parlare e sparlare, succede ovunque, tra fratelli e non, senza distinzione; in qualsiasi ambiente c’è sempre chi trova la sua posizione nel criticare, nel denigrare altre persone senza pensare alle conseguenze.

Quanti interrompono delle relazioni perché si sono sentiti offesi, perché sono stati criticati?
Quanti si sentono umiliati perché sono stati aggrediti verbalmente per le loro scelte?

Pensiamo invece a quanto bene può derivare da un opportuno silenzio, senza fare prediche, perché spesso è il nostro comportamento a dimostrare il nostro pensiero, senza fare i saggi o gli acculturati.

Con il silenzio si parla meglio, si parla con Dio nella preghiera, si riflette.
Il silenzio ci fa stare in pace con noi stessi e con gli altri; spesso è più eloquente di una estenuante discussione.
Il silenzio è una virtù stupenda da scoprire e mettere in atto!

Anche se può sembrare un sacrificio, tacendo in determinate circostanze, sacrifichiamo la lingua all’anima.
Dio parla nel nostro silenzio, se la voce non è sopraffatta dai rumori del mondo.

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