In che senso il popolo d’Israele è una testimonianza di Dio?

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Dio testimonia della Sua esistenza all’uomo e nella storia, tramite diverse realtà, come la creazione (la Natura), la Sua Parola, la manifestazione di suo Figlio Gesù Cristo e l’esistenza della nazione d’Israele.
Il popolo d’Israele è una testimonianza di Dio in quanto afferma la veridicità di quello che Lui ha detto (e fatto scrivere) sin dalla vocazione di Abramo.
Circa 4.000 anni fa, Dio chiamò un uomo di nome Abramo e, avendogli chiesto di lasciare la sua patria, gli fece le seguenti promesse: “…e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome, e tu sarai fonte di benedizione; benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12:2-3).

E il Signore disse ancora ad Abramo: “Alza gli occhi tuoi e mira, dal luogo dove sei, a settentrione, a mezzogiorno, a oriente, a occidente, tutto il paese che vedi, lo darò a te e alla tua progenie, in perpetuo” (Genesi 13:14-15).
Possiamo riassumere queste promesse in quattro punti.
Dio promise ad Abramo:
1) una grande nazione;
2) un grande nome;
3) che sarebbe stato una fonte di benedizione per tutte le nazioni;
4) che i suoi discendenti avrebbero posseduto per sempre una particolare terra.

Qualche centinaia di anni più tardi, i discendenti di Abramo si erano effettivamente moltiplicati a tal punto da diventare una nazione di milioni di individui.
Prima di prendere possesso della Terra promessa ricevettero da Dio, per mezzo di Mosè, una serie di avvertimenti (li troviamo da Deuteronomio 28 a Deuteronomio 33).
Dio li avvertì che, se non fossero stati ubbidienti, Egli avrebbe mandato altre nazioni per cacciarli dalla terra promessa.
Tuttavia, nella Sua fedeltà, Dio promise anche che li avrebbe, in secondo tempo, ricondotti nella loro terra.

Infatti, gli Ebrei, dedicati all’idolatria, contro la quale Dio li aveva messi in guardia, furono in gran parte cacciati dalla Terra d’Israele.
Nel 606 a.C. il re Nebucadnetsar deportò molti Ebrei in Babilonia, e nel 588-586 a.C., dopo un lungo assedio, bruciò Gerusalemme e il Tempio, e deportò il rimanente degli Ebrei.
La promessa di Dio di far ritornare il Suo popolo nella Terra promessa si verificò una prima volta dopo settant’anni di cattività, nel 537-536 a.C (Esdra 1).
Nel 70 d.C. prima e nel 135 d.C. poi, avvenne l’allontanamento definitivo del popolo ebraico dalla Terra d’Israele da parte dei Romani.
Per quasi 1.900 anni, a partire da quel periodo, gli Ebrei hanno abitato in vari parti della Terra come stranieri, e spesse volte, subendo angherie, pregiudizi e persecuzioni.

Questo penoso esilio (chiamata Diaspora), è culminato nell’Olocausto ad opera di Hitler (quando sei milioni di ebrei furono sterminati nei campi di concentramento) e di Stalin, in Russia.
Contro ogni logica previsione, il 14 maggio del 1948, avvenne qualcosa di straordinario: fu proclamato lo Stato nazionale di Israele e gli Ebrei di tutto il mondo cominciarono a ritornare nella loro Terra promessa (da Dio).
Questa fu la seconda volta nella loro storia che gli Ebrei ritornarono in massa nella loro terra d’origine.

Dal 1948 essi sono sopravvissuti agli scontri avuti con i confinanti arabi, quali la “Guerra dei sei giorni” nel 1967 e la “Guerra del Kippur” nel 1973.
Nonostante queste incredibili vicissitudini, la nazione ebraica non è mai stata annientata, né ha perso la sua identità nazionale.
Gli Ebrei sono sopravvissuti come nazione, mentre i loro nemici antichi, nel corso dei secoli (i Moabiti, gli Ammoniti, gli Edomiti, i Filistei, gli Egiziani, i Siri ed altri ), sono stati annientati o privati della propria identità nazionale e culturale.

Nessuno, anche nei nostri tempi, ha mai sentito parlare di un moabita svedese o di un filisteo russo o di un edomita tedesco o di un ammonita americano…
Sono invece conosciuti ebrei svedesi, russi, tedeschi, americani ed altri; essi non hanno perso la propria identità, proprio come annunciano le profezie riportate nella Bibbia.
L’esistenza del popolo ebraico, da sempre ha confermato la fedeltà di Dio, ed ora, con la creazione dello Stato nazionale di Israele, questa testimonianza rafforza ancora di più quello che Dio ha voluto trasmetterci tramite la Sua Parola, la Bibbia, e che Lui mantiene le promesse fatte.

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