La Giustificazione per fede

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La Giustificazione può essere definita come quell’atto legale di Dio per il quale Egli dichiara giusto il peccatore sulla base della perfetta giustizia di Gesù Cristo.

Non si tratta di un atto o di un processo di rinnovamento, come la Rigenerazione, la Conversione, o la Santificazione; non incide sulla condizione del peccatore, ma sul suo stato.
La Giustificazione differisce dalla Santificazione su molti aspetti.

La Giustificazione avviene al di fuori del peccatore nel “Tribunale di Dio”, rimuovendo la colpevolezza causata dal peccato, ed è un atto compiuto una volta per sempre, mentre la Santificazione avviene nel credente, rimuovendo la contaminazione del peccato, ed è un processo continuo, che dura tutta la vita.

Nella Giustificazione, distinguiamo due elementi:
1) Il Perdono dei peccati sulla base della Giustizia di Cristo.
Il perdono concesso si applica a tutti i peccati, passati, presenti, e futuri, e quindi non ammette ripetizione del Sacrificio espiatorio di Cristo (Salmi 103:12Romani 5:21Ebrei 10:14).

Questo non significa che noi non si abbia più bisogno di pregare per il perdono, perché il senso di colpa rimane, perché lo sbaglio crea un sentimento di separazione, e rende necessario ricercare continuamente la certezza confortante del perdono di Dio (Salmi 32:5;  Matteo 6:121 Giovanni 1:9).

2) L’adozione come figli di Dio.
Nella Giustificazione, Dio adotta i credenti come Suoi figli, cioè li pone nella posizione dei figli legittimi, dà loro i pieni diritti di figli legittimi, incluso il diritto ad un’eredità eterna (Romani 8:17).

Questa adozione legale dei credenti come figli, deve essere distinta dalla condizione morale di figli attraverso la Rigenerazione e la Santificazione (Giovanni 1:12-13; Romani 8:15-16).

Il tempo della Giustificazione.
La parola “giustificazione” non viene sempre usata nello stesso senso.

Alcuni parlano persino di una quadruplice giustificazione: una Giustificazione dall’eternità, una Giustificazione nella risurrezione di Cristo, una Giustificazione per fede, ed una Giustificazione pubblica al tempo del Giudizio finale.

Per spiegare questo, si può dire che, in senso ideale, la Giustizia di Cristo è già stata accreditata ai credenti nel consiglio eterno della Redenzione, ma questo non è ciò che la Bibbia intende quando parla di giustificazione del peccatore.

Vi è una distinzione fra ciò che è stato decretato nell’eterno consiglio di Dio e ciò che viene realizzato nel corso della storia.

È possibile anche parlare di una giustificazione nella risurrezione di Cristo.
In un certo senso si potrebbe dire che la risurrezione fu la giustificazione di Cristo, e che in Lui l’intero corpo dei credenti fu giustificato.

Questa, però, fu una transazione generale e puramente oggettiva, che non dovrebbe essere confusa con la Giustificazione personale del peccatore.

Quando la Bibbia parla di Giustificazione personale del peccatore, di solito si riferisce all’applicazione personale e soggettiva ed alla appropriazione della grazia giustificante di Dio.

La rappresentazione consueta è che noi siamo giustificati per fede.
Questo implica che essa avviene al momento in cui accogliamo Cristo per fede.

La fede è così chiamata lo strumento, o l’organo, di appropriazione della Giustificazione.
Per fede l’uomo si appropria (cioè, fa propria, assume su di sé) la Giustizia di Cristo, sulla base della quale egli è giustificato davanti a Dio.

Si può dire che la fede giustifichi nella misura in cui essa fa propria la Persona e (Romani 4:5; Galati 2:16).

L’uomo non può essere giustificato sulla base della propria giustizia o della fede in se per se, ma solo per la Giustizia perfetta di Cristo Gesù (Romani 3:24; Romani 10:4).

La giustificazione, con tutto ciò che essa include, è opera della Grazia di Dio.

Il Dono di Cristo, il fatto che Dio accrediti a noi la Giustizia di Cristo e il fatto di considerare giusto il peccatore su questa base, è tutta Grazia, dall’inizio alla fine; i peccatori vengono rivestiti della Giustizia di Cristo.

La Giustificazione, dunque, mette le fondamenta per un rapporto vivente con Cristo, e questa è la garanzia più sicura per una vita davvero conforme alla volontà di Dio, perché colui che davvero vive una vita in comunione con Cristo (nella Luce) non può essere moralmente indifferente.

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