Neemia

Neemia
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Neemia è un famoso personaggio della Bibbia, israelita, nipote di uno dei deportati in esilio da Nabucodonosor, re di Babilonia.

Neemia era coppiere del re Artaxerxes I (445 a.c. circa) o del re Artaxerxes II (384 a.c. circa) re di Persia.
Anche se era un servo fidato alla corte del re persiano, il suo cuore era dedicato al suo popolo.

Quando udì che le mura di cinta di Gerusalemme erano ancora abbattute, si disperò perché sapeva che, senza le mura, la città era completamente alla mercé dei suoi nemici.

Neemia conosceva il Dio dei suoi padri, infatti la sua reazione all’udire lo stato delle mura di Gerusalemme fu: “Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza; digiunai e pregai davanti al Dio del cielo” (Neemia 1:4).

Neemia conosceva la grandezza e la potenza di Dio e sapeva quanto fosse misericordioso e fedele al suo patto con il suo popolo, alle sue parole e alle sue promesse: “Oh Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e fai misericordia a quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti…” (Neemia 1:5).

Neemia conosceva bene le “vie di Dio”, la sua giustizia e la sua santità: “Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo ti rivolge adesso, giorno e notte, per i figli d’Israele, tuoi servi, confessando i peccati dei figli d’Israele, perché abbiamo peccato contro di te; abbiamo peccato io e la casa di mio padre. Abbiamo agito da malvagi contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu hai dato a Mosè, tuo servo. 

Ricordati della parola che ordinasti al tuo servo Mosè di pronunziare: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, anche se sarete dispersi negli estremi confini del mondo, io di là vi raccoglierò e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome” (Neemia 1:6-9).

Egli sapeva anche che lui stesso avrebbe potuto essere parte della risposta di Dio alle sue preghiere e si rese disponibile, chiedendogli ciò che gli era più necessario in quel momento: il favore del re, sia per poter lasciare il suo posto al servizio del re, sia perché così avrebbe avuto anche accesso alle sue risorse illimitate: “Signore, te ne prego, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che vogliono temere il tuo nome; e concedi oggi, ti prego, successo al tuo servo, e fa che egli trovi pietà presso quest’uomo, il re” (Neemia 1:11).

La chiave del successo di Neemia è stata sicuramente la sua relazione con Dio e la sua disponibilità ad essere un suo strumento.

A questo punto chiediamoci: “Ed io? Com’è la mia relazione con Dio? Quanto conosco la sua grandezza, potenza, misericordia, fedeltà, giustizia, santità? Posso essere io stesso parte della sua risposta alle mie stesse preghiere?“.

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