Niente paura

Niente paura
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Quando eravamo bambini conoscevamo bene i giochi difficoltosi che portavano entusiasmo nella nostra vita quotidiana, ed anche se provavamo un po di paura nell’affrontarli, nulla ci poteva fermare dal raggiungere i nostri piccoli traguardi, dimostrando il nostro portentoso coraggio.

Ricordo che quando avevo più o meno otto anni le mie avventure si svolgevano tra gioie e dolori.
Saltando muretti molto alti, scavalcando recinzioni, correndo in mezzo ai rovi, arrampicandomi su alberi, insomma affrontando situazioni poco “sicure”, rimaneva sempre dentro di me un forte entusiasmo e una permanente serenità che andava oltre la paura.

Penso alla sensazione che avevo in quei momenti quando superavo la prova, in particolare, quando saltavo un muretto di due metri, la gioia e la contentezza che manifestavo con chiassose esclamazioni erano incontenibili.
Adesso posso dire sinceramente che quel coraggio così eclatante un po mi manca, ma di certo non smetterò di cercarlo, perché è ancora dentro di me, forse leggermente coperto, offuscato. D’altronde non è questa una caratteristica dei “piccoli fanciulli”, che Gesù metteva come esempio per i discepoli?

Dopo questa piccola premessa in onore dei bellissimi ricordi infantili, vogliamo dare adesso uno sguardo al presente, facendo un piccolo appunto su una caratteristica psicologica ed emotiva che predomina nella nostra società attuale.
Possiamo constatare che la paura sta dilagando oggi in ogni parte della terra.

Il Diavolo è attivo e si usa della paura come strumento per tenere bloccate le persone in una dimensione di reclusione, avendo come conseguenza atteggiamenti di isolamento, cinismo, inimicizia, diffidenza, che portano al rinchiudersi in se stessi.

Forse qualcuno potrebbe dire che il rinchiudersi in se stessi è giustificato dai fatti che accadono ogni giorno, i quali, ripetuti molte volte dai media, ci vengono impressi bene nella nostra mente al punto tale da creare in noi forti scoraggiamenti.

Ma il rinchiudersi in se stessi non migliora la situazione, anzi favorisce l’aumentare del pessimismo… che condiziona anche la vita spirituale.

Molti si “rinchiudono” in casa, convinti di essere al sicuro, creandosi un proprio mondo; provano a gestire la vita solo con le loro forze, pensando di tenere tutto sotto controllo.

Ma un “rifugio” così accomodante, spesse volte diventa un nascondiglio pericoloso.
Purtroppo, senza l’aiuto del Signore Gesù, l’attitudine negativa rimane, inequivocabilmente, anzi, molto spesso, si rafferma sempre più.

Noi, come credenti, possiamo rifugiarci “sotto le ali” di Cristo, senza trascurare la nostra chiamata che è quella di pensare anche per gli altri… anche per quelli che sono “rinchiusi”.

Come il Signore, possiamo aiutare i “prigionieri” nella liberazione; possiamo aiutare altri a riparare i danni che hanno ricevuto o che hanno causato (Luca 4:18); possiamo pregare per loro, affinché si ravvedano e che il Signore possa operare nelle loro vite.

Noi siamo la “luce del mondo” e, come dice il Signore, una “città posta sopra un monte, che non può essere nascosta” (Matteo 5:14).

Andiamo contro il nemico con fermezza, proclamiamo la vittoria di Cristo ogni qual volta ci troviamo difronte alla paura, o con sensazioni di paura.

Sappiamo che il nostro combattimento non è contro realtà materiali, ma contro le realtà spirituali che ci circondano (Efesini 6:12).

Siamo negli ultimi tempi e dobbiamo aspettarci di vedere l’apice di situazioni di angoscia, ma sappiamo che anche in questi tempi si può stare fermi con la fede e la consapevolezza di appartenere a Cristo, il Re che sta per venire sulla terra.
Coraggio!

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