Paolo

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Un estremista musulmano egiziano racconta il suo incontro con Gesù.

Dio mi ha guidato con la Sua grande potenza e mi ha salvato dalla fossa dei leoni.
Curiosamente, la mia conversione non è stata frutto di una mia iniziativa o una reazione ad un sermone pronunciato da un pastore o da un evangelista.
Al contrario, mentre mi impegnavo con tutte le mie forze, scagliandomi contro la Parola di Dio e i credenti, Dio stava preparato tutto per prendermi in una rete dalla quale non sarei potuto scappare.

Il nostro (dei musulmani) odio verso i cristiani prendeva la forma di molestie e di attacchi contro di loro per le strade, ma essi, piuttosto, rispondevano con una mitezza rivoltante; così noi reagivamo con ancor maggiore aggressività, e complottavamo per come avremmo potuto torturarli e terrorizzarli.
Poi, secondo il Corano, i loro (dei non musulmani) averi dovevano essere considerati un “dono” di Allah verso i musulmani (Sura 59:7).
Così fui incaricato di formulare accuse contro di loro sulla base della loro religione, per cui dovetti leggere la Bibbia.

Scoprii che la Bibbia parlava di ciò che noi avremmo fatto ai cristiani, come se stesse registrando i fatti che accadevano in quei giorni.
Lessi quello che la Bibbia diceva della persecuzione, umiliazione e uccisione dei cristiani.
Per me era strano che la Bibbia conoscesse in anticipo quello che avremmo fatto e detto ai cristiani, pensai addirittura che loro avessero aggiunto quelle parti recentemente.

La nostra vita era piena di violenza, crudeltà e terrorismo; sapevamo che se non ci fossimo comportati esattamente in quel modo non saremmo stati obbedienti ad Allah. 
Maometto aveva stabilito chiaramente nel Corano come dovevamo comportarci con gli infedeli, fossero essi gente del “Libro” (la Bibbia), politeisti o falsi musulmani.
Mi ritrovai a pregare così: “Se tu, il vero Dio, sei il Dio dei musulmani, togli ogni cosa dalla mia testa, eccetto l’Islam; se invece sei il Dio dei cristiani, dammi una luce da seguire“.
Vedevo, in seguito, che Dio mi stava circondando di prove, e che non avevo modo di rifiutare la Sua chiamata.

Non smisi mai di leggere la Bibbia, infatti essa diventò il mio amico, più la leggevo e più assaporavo la sua dolcezza. Una volta mentre stavo da solo a leggere la Bibbia, vidi la porta della mia camera aprirsi ed entrare un uomo dai lunghi capelli e dalla barba folta, un fascio di luce bianchissima era proprio al suo fianco. Costui mi disse: “Alzati, il Cristo ti vuole“. 
In quell’occasione diedi la mia vita a Cristo.

Però non osavo ancora entrare in una libreria cristiana, perché avevo paura che avrebbero chiesto la mia carta d’identità e avrebbero chiamato la polizia: nella carta d’identità egiziana è segnalata la religione di appartenenza.
Sarei caduto nelle mani della polizia segreta, che equivaleva a dire che sarei finito in un pozzo senza fondo.
Ma io avevo il desiderio di divorare tutte le parole di Cristo per addentrarmi sempre più sulla strada della mia nuova vita.
Così decisi di andare in una chiesa, anche a costo della vita.

L’accoglienza del pastore non fu quella che mi aspettavo, egli, infatti, rifiutò di ascoltarmi.
Allora mi rivolsi al droghiere cristiano, che conoscevo.
In passato gli avevo fatto tanto di quel male che appena mi vide pensò che ero venuto per attaccarlo di nuovo.
Lo chiamai e gli dissi si non aver paura.
Egli era così disorientato che non disse nulla, lo abbracciai e gli chiesi perdono.
Tutto quello che riuscimmo a fare fu di scoppiare a piangere.

Un giorno i miei amici cristiani mi chiesero di andare con loro in una chiesa che non avevo mai visitato.
Lì incontrai alcuni anziani di quella chiesa e dissi loro tutto quello che Dio aveva fatto per me ed espressi il mio desiderio di essere battezzato.
Fui battezzato il 9 maggio 1993.

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