Pasqua

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In ebraico è Pascuat, e significa “passaggio”.

La Pasqua è una delle feste capitali ebraiche, in essa si ricordava la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana operata per mezzo di Mosè, per ordine e con l’aiuto di Dio.

Quindi il passaggio dalla schiavitù alla libertà e alla dignità di nazione come popolo di Dio.

È stata istituita al momento dell’Esodo e doveva essere celebrata ogni anno.

Un elemento caratteristico della Pasqua era l’agnello, che è stato immolato la prima volta per prenderne il sangue che doveva servire come segno per essere risparmiati dall’Angelo della morte che infieriva sui primogeniti egiziani.

L’agnello significava quindi la garanzia per la salvezza ed era una simbologia di Cristo, additato da Giovanni Battista come “Agnello di Dio” che toglie il peccato del mondo.

La morte di Gesù, secondo il piano di Dio, ha coinciso con la festa della Pasqua ebraica; prima del suo arresto, Gesù ha celebrato la sua ultima Pasqua sulla terra insieme ai suoi discepoli, istituendo la sua Cena, chiamata anche Santa Cena o Cena del Signore, sostituendo la Pasqua, che i cristiani dovranno celebrare sino alla sua venuta, come da lui ordinato.

Tutt’ora gli Ebrei celebrano la Pasqua istituita da Mosè.

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