Perché alcuni non credono ai miracoli riportati nella Bibbia?

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Alcuni ritengono che i miracoli riportati nella Bibbia mostrano che Essa non può essere presa sul serio.
Essi paragonano le Sacre Scritture alla Mitologia greca e ad altri racconti che fanno uso dell’elemento soprannaturale, perché contengono una serie di racconti così fantasiosi e bizzarri da non meritare una seria considerazione.
Questa valutazione è in assoluto contrasto con il principio dei miracoli biblici, che non offrono mai un’esposizione svagata del soprannaturale.

Nel greco il termine “segno” è spesso impiegato per indicare i miracoli e sta a significare che essi sono stati compiuti come prova dell’intervento diretto di Dio nelle varie circostanze.
Anche l’Apostolo Giovanni spiega lo scopo dei miracoli, quando alla fine del suo Vangelo, afferma: “Gesù fece alla presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono stati descritti in questo libro, ma questi fatti sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Messia, Figlio di Dio; in modo che, credendo, possiate avere la Vita per mezzo di lui” (Giovanni 20:30-31).
Dal momento che i miracoli di guarigione e di liberazione di Gesù venivano compiuti per amore e compassione verso gli afflitti, essi erano pure segni oggettivi per il popolo e confermavano che Egli era il Messia promesso; infatti, secondo le profezie riportate nella Parola di Dio, segni e miracoli dovevano essere delle credenziali del Messia.

Quando si leggono nella Bibbia, e specie nei Vangeli, i resoconti miracolosi, bisogna rilevare il fatto che i miracoli non sono mai stati fraintesi dai presenti, tanto meno dai beneficiari e neanche sono stati confutati dai critici di allora.
Durante la vita ed il ministero di Gesù, non gli fu mai chiesto se egli avesse compiuto miracoli; gli venne sempre chiesto come era stato in grado di compierli, volevano sapere da dove egli traesse la sua potenza ed autorità (Matteo 21:23).

Migliaia di persone erano state guarite ed i suoi oppositori non lo potevano negare.
Il giorno della Pentecoste, meno di due mesi dopo la crocifissione di Gesù, l’Apostolo Pietro disse alla gran folla radunata: “Israeliti, ascoltate! Come ben sapete, Dio approvò pubblicamente Gesù di Nazareth con i miracoli meravigliosi che fece per mezzo suo” (Atti 2:22).
Qui Pietro, di fronte ad una folla ostile, affermava che il popolo stesso era a conoscenza dei miracoli di Gesù.
Il fatto stesso che egli non fu messo a tacere immediatamente, dimostra che i prodigi compiuti da Gesù erano ben noti a tutti.

Un’altra delle ragioni perché alcuni respingono la realtà dei miracoli è che questi non rientrano nella loro concezione di vita naturale.
Queste persone non sono mai state presenti ad un miracolo e quindi concludono che sono impossibili e, invece di ricercare le prove dei miracoli, rifiutano a priori l’intero concetto come del tutto impossibile.
Chi rifiuta di prendere in considerazione l’lddio della Bibbia a motivo dei miracoli, annulla la possibilità di poter comprendere veramente che cosa è la vita.

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