Perché i primi cristiani non osservavano i precetti che osservavano i giudei dell’Antico Testamento?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Come interpretavano le parole di Gesù i Cristiani dell’era apostolica?
Considerare questo aspetto è molto importante per almeno due ragioni:
La prima perché la Chiesa del Nuovo Testamento è la Chiesa modello per quella di tutti i tempi;
seconda: perché, essendo molti di quei cristiani d’estrazione giudaica, erano più facilmente portati a considerare la Legge di Mosè come ancora valida e da osservare.
Indubbiamente, al principio si verificò uno scontro tra la mentalità giudaica ed i Cristiani convertiti dal Paganesimo, che sul piano culturale e religioso era ben comprensibile.

Per porre fine a questi problemi, che erano motivo di turbamento e di dissensione, circa quindici anni dopo la Pentecoste, gli Apostoli, gli Anziani, Paolo e Barnaba ed altri dei lori collaboratori si radunarono a Gerusalemme, e dopo un ampio resoconto di quello che Dio aveva fatto tra i “non ebrei”, i convenuti, “riuniti di comune accordo“, scrissero ai Cristiani “non ebrei”: “È parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè, che vi asteniate dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose (animali) soffocate e dalla fornicazione” (Atti 15:28-29).
È quindi praticamente provato sul fondamento delle Sacre Scritture che tutte le regole cerimoniali della Legge di Mosè erano state superate dal rimanendo in vigore soltanto quelle pratiche che per la loro natura spirituale e morale dovevano essere considerate valide in ogni tempo.
Dal punto di vista dottrinale l’Epistola agli Ebrei, che è un commentario cristiano, ci chiarisce la realtà della superiorità del Nuovo Patto sul Vecchio Patto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.