Qual’è la differenza tra l’Induismo e il Buddismo?

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L’Induismo è un sistema composto di religione, di filosofia e di pratiche culturali nate in India.
Gli Induisti condividono una credenza basilare nella Reincarnazione e in un Essere supremo che ha molte forme e molte nature.
La sua origine risale al 1500 a.C., sorto come sistema di riti e di molteplici divinità (politeismo), però sono poche le pratiche e le credenze che possono dirsi condivise da tutti gli Induisti.
La gran maggioranza dei 750 milioni di Induisti nel mondo vive in India, adora Shiva, Vishnu o Devi, ma adora anche svariati milioni di divinità minori legate a villaggi o a famiglie particolari.

L’Induismo afferma che le teorie religiose, anche quelle opposte, sono aspetti di una sola verità eterna.
Il suo obiettivo è di essere liberati dall’ignoranza per raggiungere il Nirvana, che consiste nel diventare uno con l’unicità dell’universo.
La vita umana consiste in un ciclo di reincarnazioni, dove si sostiene che dopo la morte l’anima lascia il corpo e nasce di nuovo in un altro corpo, e che le circostanze della nuova nascita sono determinate dal bene o dal male commesso nelle vite passate.
Gli Induisti credono che la rinascita possa essere influenzata da espiazioni, da riti, da un lavoro di punizioni o di premi e dalla rinuncia ai desideri mondani.
Le scritture più antiche e principali dell’Induismo sono conosciute come i Veda.

Il Buddismo, invece, è una religione che contiene una gran varietà di correnti, ma il suo insegnamento centrale è che la sofferenza è una parte integrante della vita, e che la liberazione dalla sofferenza viene dalla purificazione morale e mentale che un individuo compie su di se.
Il Buddismo proviene dagli insegnamenti di Siddhartha Gautama (563-483 a.C.), in seguito conosciuto come il Buddah, che significa “L’Illuminato”.
Il Buddah non è riverito come Dio, ma come un maestro spirituale che mostra la via all’Illuminazione.

Al centro degli insegnamenti del Buddah si pongono quattro verità basilari, o cosiddette “Verità nobili”:
1) La vita è sofferenza; 
2) la causa della sofferenza è il desiderio;
3) la sofferenza può finire se ci si libera dal desiderio;
4) la libertà dal desiderio si ottiene su un sentiero con otto componenti: giuste vedute, giuste intenzioni, giusto parlare, giusto agire, giusta rendita, giusto sforzo, giusta mentalità e giusta contemplazione.

L’obiettivo del Buddismo è la liberazione dal ciclo di morte e di rinascita che si protrae con la Reincarnazione. 
Crede, quindi, nella Reincarnazione, non però come nell’Induismo, come premio/condanna, ma come una opportunità di purificazione, sempre per giungere all’Illuminazione (al Buddah).
Una persona che si libera dal desidero è considerata “illuminata” e raggiunge lo stato del Nirvana, che consiste in una nullità astratta.
Il Buddismo è più forte nell’Asia orientale e centrale, con circa 300 milioni di seguaci.
Non è nella concezione del buddista l’esistenza di un Dio come persona.

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