Quando ha avuto inizio la Diaspora degli Ebrei?

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La nazione d’Israele ha conosciuto, nel corso dei secoli, innumerevoli dominatori e oppressori che volevano cancellarne il nome per sempre.
La volontà meditata e prolungata nel tempo di cancellare il nome di una nazione cela l’espressione più violenta e più radicale dell’odio.
Prima della venuta di Cristo è avvenuto il primo esilio degli Ebrei ad opera degli Assiri e dei Babilonesi. 
Vi sono stati vari altri tentativi al tempo dei Seleucidi, senza rilevante esito.

Nel 70 d.C., il generale romano Tito, mise fine alla campagna in Giudea, prendendo d’assalto Gerusalemme, distruggendola e radendo al suolo il Tempio.
Ma ciò non bastò a placare la sete assolutistica dell’Impero romano che continuò a stroncare ogni spirito nazionalistico ebraico.
Nel 132-135 d.C., a seguito della Seconda rivolta giudaica, per i Giudei andò ancor peggio.
L’imperatore Adriano, avendo in astio sia gli Ebrei che i Cristiani, sulle rovine di Gerusalemme, totalmente rasa al suolo, fece edificare una nuova città, e nel luogo dove sorgeva il Tempio eresse un tempio dedicato a Giove e sopra il luogo del Calvario fu edificato il Foro, in celebrazione del ritorno di Giove dagli Inferi e, come se ciò non bastasse, cancellò il nome di Gerusalemme ponendogli quello di Aelia Capitolina (Capitolino è l’epiteto dato a Giove, massima divinità del pantheon romano).

Anche il nome della regione fu cancellato, e la Giudea divenne Syria Philistia.
L’imperatore romano proibì agli Ebrei, sotto pena di morte, di mettere piede nella nuova città, e di risiedere nella regione.
Da lì, gli Ebrei hanno incominciato a stabilirsi nei vari Paesi, dove, nel corso dei secoli, in certe occasioni hanno subito angherie, discriminazioni e persecuzioni.
Vi sono state anche delle iniziative di ristabilimento, di gruppi di Ebrei, nella Giudea (Palestina), ma non sono mai riusciti a riorganizzarsi come nazione.
Questa condizione è durata sino alla fine della Seconda guerra mondiale.

Bisogna precisare che questa realtà è stata la conseguenza dell’Apostasia d’Israele.
Infatti, già per mezzo di Mosè, prima ancora di prendere possesso della terra di Canaan, Dio aveva ammonito il suo popolo a non deviare dai suoi comandamenti, pena proprio la dispersione e l’allontanamento dalla Terra promessa (Deuteronomio 28:64). 
C’è anche un’altra promessa fatta da Dio agli Ebrei che è quella di riportarli nella loro terra e di ricostituirli come nazione prima della Seconda venuta di Gesù (il Messia), e questo si è avverato subito dopo la Seconda guerra mondiale (Isaia 35:10Isaia 51:11-12).

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