Incontrare Gesù

E' possibile oggi fare un incontro con Gesù Cristo, il Figlio di Dio, così come avveniva 2.000 anni fa, quando era fisicamente presente per le strade della Terra d'Israele?
Ebbene, sì! Anche se Gesù, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, è asceso al Cielo, egli è spiritualmente presente sulla Terra, in ogni luogo; vede ogni cosa, sente ogni cosa e conosce perfettamente il cuore di ogni uomo, e non solo: Egli è pronto a presentarsi (spiritualmente) ad ogni persona che veramente lo cerca e desidera conoscerlo.
Gesù è il Salvatore del mondo ed ha la facoltà di poter salvare tutti coloro che lo accettano come il proprio Salvatore e Signore, cioè coloro che riconoscono la propria condizione di lontananza e separazione da Dio, che si pentono dei propri peccati e che desiderano avvicinarsi a Dio, riconoscendo di aver bisogno di un Salvatore-Mediatore.

Riflessioni

Brevi riflessioni e meditazioni su brani della Parola di Dio, esperienze di vita cristiana e avvenimenti vari.


 
Rappresentazione di Gesù in croce
Gesù ha preso su di se tutte le colpe, sia dei Giudei che dei Gentili; Gesù, il perfetto innocente, si dichiara colpevole al posto nostro.
Egli prende su di se i nostri peccati e li porta alla croce; alla sua croce, non alla croce dei Giudei, non a quella dei Romani "...poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con se tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla Terra, quanto quelle che sono nei Cieli" (Colossesi 1:19-20).

Orologio
Lo scrittore Isaac Asimov (anti-creazionista fervente) dichiarò: “Dentro l’uomo c’è un cervello di 1300 grammi che, per quanto sappiamo, è l’insieme di materia più complesso e più ordinato nell’universo, ed è enormemente più sofisticato del computer più potente mai costruito“.
Non sarebbe logico supporre che, se il cervello intelligente dell’uomo ha progettato e realizzato il computer, allora anche il cervello umano è stato a sua volta progettato?
Gli scienziati che respingono il concetto di un Dio creatore sono d’accordo nel fatto che tutti gli esseri viventi mostrano l’evidenza di un progetto; accettano l’argomento del Paley, che dice che "tutto fu progettato", ma non accettano il Progettista di Paley.

Separazione
Tutti noi abbiamo costatato che ultimamente si stanno manifestando, in tutto il mondo, ogni genere di SEPARAZIONI: matrimoniali, famigliari, sociali, politici, statali, etc..
Le varie situazioni che viviamo nella società (interne ed esterne), prima o poi sfociano in un individualismo marcato.
Noi credenti, nel nostro commino di fede, riscontriamo questa malefica caratteristica, e qualche volta cerchiamo di opporci, secondo le nostre possibilità.
Non comprendiamo pienamente la motivazione di questa tendenza, pur sapendo che Dio la permette (Matteo 10:34), e noi, come portavoce di Buone Notizie, di Parole d'amore e di amore fraterno, improvvisamente ci troviamo da soli.

Il silenzio
"C'è un tempo per parlare e un tempo per tacere" (Ecclesiaste 3:7).
La parola è il primo mezzo di comunicazione.
Oggi si parla tanto; pensiamo ai comizi, alle assemblee, ai commenti...
Sembra sia nato un nuovo mestiere: il commentatore. 
Su ogni cosa si commenta; anche sulle mediocrità c'è chi coglie l'opportunità di lanciarsi in una logorroica interpretazione della parola.
La parola viene spesso usata per denigrare, per sopraffare, per offendere, superando ogni inibizione. 
Pensiamo alle varie discussioni che abbiamo con i nostri amici, parenti, fratelli...

Denaro
Oggigiorno molte persone sono adagiate comodamente nella loro prosperità, ponendo la loro sicurezza e fiducia nel conto in banca. 
Non è un male possedere le ricchezze; il male viene soltanto quando sono le ricchezze a possedere l'uomo.
La Bibbia fa risuonare un monito verso i credenti che si sentono soddisfatti di se, riposando sul loro senso di sicurezza: "Se le ricchezze abbondano, non vi mettete il cuore..." (Salmo 62:10).
Le ricchezze sono un dono di Dio!

Enoc
Genesi cap. 5 ci parla di un uomo di nome Enoc. Egli fu uno dei patriarchi che visse prima del diluvio.
La sua storia, anche con pochi accenni, sarà stata senz'altro affascinate; essa ci spinge a riflettere su noi stessi.
La menzione che la Bibbia fa di quest’uomo si riassume in queste poche parole: "Enoc camminò con Dio, poi scomparve, perché Dio lo prese" (Genesi 5.24); e "Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio" (Ebrei 11:5). 
È sottinteso che "camminare con Dio", significa "vivere secondo Dio, secondo la Sua volontà".

Discepoli
"...Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte" (Matteo 6:33).
Per i figli di Dio, prima viene Dio e poi tutto il resto.
In molti passi dei Vangeli, dove Gesù incoraggiava e consigliava coloro che lo ascoltavano, è sottinteso che i credenti e i discepoli ricevevano quella consapevolezza di poter essere dei collaboratori al servizio del Signore, per il Regno di Dio.
Notiamo come inizia la Bibbia: "Nel principio Dio..."; facciamo in maniera che la nostra vita cominci allo stesso modo, cerchiamo con tutto il nostro cuore, prima e più di ogni altra cosa, il Regno di Dio, come luogo e condizione della nostra cittadinanza, e la Sua giustizia, come il carattere distintivo della nostra vita.

Accogliere Gesù
Tutti coloro che hanno ricevuto una vita nuova in Gesù Cristo possiedono la cittadinanza celeste e, di conseguenza, sono diventati stranieri in questo mondo.
Sono pellegrini di passaggio e aspirano alla patria eterna dove il Signore li attende.
Un tempo anche Lui era qui, tra di noi, mandato dal Padre per riscattare l'umanità perduta.
Il Vangelo di Giovanni ci riporta così: "La vera luce che illumina ogni uomo veniva nel mondo.
Egli era nel mondo; e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, ma il mondo non l'ha conosciuto
" (1:9-10).
Continuando a leggere il seguito del passo, ci scontriamo con qualcosa di completamente fuori dalla norma: "E' venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto..." (Giovanni 1:11).

Croce
Una caratteristica che si manifesta nella persona che rifiuta Dio è quella di rifugiarsi nell'autosufficienza ed è antica quanto l'uomo.
Nella nostra epoca moderna, questa caratteristica si evidenzia nel concetto espresso dalla frase: "Credi in te stesso"; e ancora: "Yes, we can! (Ce la possiamo fare)".
La Bibbia invece dice: "Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso" (Galati 6:3).
Un uomo avviluppato in se stesso forma un involucro molto piccolo.
Dio non ci ha creati in modo da essere autosufficienti, ma con la necessità di relazionarci con Lui, e la vera vita è quella che si appoggia sulle braccia eterne di Dio.

Nascita di Gesù Cristo
Sentiamo spesso parlare di persone povere che si sono arricchite.
La frase che sentiamo solitamente è: "Quell'uomo si è fatto da solo!".
Uomini uguali a noi, di cui alcuni hanno raggiunto la loro fortuna lavorando sodo e senza perdersi d'animo; altri, senza scrupoli, hanno rapidamente scalato il successo usando mezzi illeciti e disonesti.
Potremmo nominare tante persone di questo tipo, che abitualmente sentiamo parlare e che vediamo dominare il panorama della vita sociale italiana.

Ma tanti secoli fa viveva un uomo che non aveva seguito la strada di tutti, non cercava il proprio interesse e andava incontro ai deboli.
Quest'uomo si chiama Gesù.
Il Natale ci parla di Lui, il Figlio di Dio.
Il Natale non è una festa degli affetti, nella quale tutti ci sentiamo più buoni per un giorno e dove l'uomo più duro e rude si commuove di fronte alla storia del bambino povero, nato in una stalla.

Creato
"Egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo" (Tito 3:5).
L'intera creazione è stata progettata intorno all'uomo.
Essa è in funzione dell'uomo, affinché ne possa trarre beneficio e vivere nella maniera migliore.
Dio ha posto l'uomo sulla terra, non come "padrone assoluto", ma come "amministratore delegato" di un progetto più grande di lui; un progetto meraviglioso, fatto e compiuto, da qualcuno che è al di sopra di tutto e di tutti: Dio.
In tutta la creazione Egli ha posto il Suo marchio: la vita.
La creazione non è un qualcosa d'inanimato, come può essere un'opera d'arte, perché fatta da mani d'uomo, ma è vivente come il Creatore della vita stesso.

Una Bibbia
Perché è importante basare la propria fede su insegnamenti e dottrine che hanno origine da Dio, insegnate da Gesù Cristo e professate dai suoi fedeli servitori?
Gesù Cristo ha dato le chiavi che aprono le porte del Regno di Dio a Pietro, agli altri undici Apostoli e a tutti quelli che sono venuti dopo di loro (Matteo 16:19; 18:18).
In questi passi riferiti dall'Evangelista, Gesù ha usato la descrizione simbolica delle chiavi per trasmettere un messaggio che è valido ancora oggi.
Cristo ha impartito la sua autorità ai discepoli di tutti i tempi con il mandato di annunziare la Buona Novella (Matteo 28:18-20).
L'adempimento di questo mandato apre le porte del Regno di Dio a coloro che ricevono i discepoli di Cristo in modo che vi possono entrare.

Preghiera
C’è un desiderio sempre più crescente nel cuore dei credenti di vivere un rapporto personale, intimo con Dio, di pregare e cercare la Sua faccia.
Molti credenti stanno anche esprimendo la loro preoccupazione riguardo il deterioramento della società, come si può vedere dall’aumento di crimini, violenza e pratiche peccaminose.
In tempi come questi abbiamo bisogno, ancora di più, di conoscere il Dio che serviamo, il Suo amore, la sua potenza e ... che con Lui nulla è impossibile!
Il nostro Dio è specializzato anche per i “casi senza speranza”; non ci ha lasciato, non ci ha abbandonato, ma, come dice la Sua Parola, ha dato alla Sua Chiesa delle linee guida definite su come trattare situazioni come quelle che la società attuale sta affrontando: crescente illegalità, povertà, malattie, ecc..

Episodio della vita di Gesù
Com'era la vita di Gesù?
Sono stati scritti molti libri di genere scientifico e spirituale sulla sua persona, ma prendiamo brevemente in considerazione solo un paio di punti fondamentali che mostrano chiaramente in che maniera la vita di Gesù si distinse da quella di tutti gli altri uomini.
Primo.
Gesù non ha mai dovuto cercare il senso della vita come tutti gli altri uomini, prima e dopo di lui.
Egli visse la sua vita senza commettere errori e con gran padronanza.
Mai notiamo che egli aveva dei dubbi, neanche nella tentazione o quando dovette affrontare delle polemiche o delle lotte.
L'aspetto eccezionale della sua vita era il rapporto fiducioso e continuo con il Padre.
Egli sapeva bene che ciò era il fondamento segreto della sua vita che si rivelava nella sua purezza brillante, nella sua serenità e nella sua potenza soprannaturale. 

Maschera
Una brutta caratteristica della società di oggi è che la maggior parte delle persone assorbe facilmente quello che viene proposto, presentato, o pubblicizzato, su mode, tendenze, usi, costumi, feste, eventi, etc..
Il comune denominatore però deve essere lo svago, il divertimento, o qualcosa che porta all'alienamento dal negativismo della monotona vita di ogni giorno, o dalla mancanza di obbiettivi e aspirazioni.
Nella maggior parte di questi casi si riscontra poco interesse e mancanza di desiderio di voler vedere a fondo quello che sta "dietro le quinte", o di approfondire un eventuale significato storico e culturale di un evento, ricorrenza, o festa che si presenta apparentemente piacevole.

Mano inchiodata di Gesù
E' peculiare nell'uomo, tra l'altro, la sua continua ricerca di qualcosa di speciale, vale a dire, del senso della sua vita.
Nel caso degli altri esseri viventi la vita in loro si sviluppa automaticamente grazie all'istinto.
L'uomo invece deve riconoscere da sé cosa significa essere uomo; deve avere la consapevolezza e la responsabilità che comporta proprio l'essere uomo.
Per questa ragione deve adattarsi al suo ambiente di propria volontà, impegnandosi, affinché l'esistenza sua e di tutto quello che lo circonda possa andare avanti nell'armonia e nel bene comune.
In tutti i tempi, come lo testimonia la storia da quando il mondo esiste, gli uomini si sono impegnati a scoprire il senso della vita.

Pentecoste
Gesù guarì in modo sovrannaturale (spesso con un semplice tocco o con una parola), inoltre non c’era alcun dolore o difetto mentale, spirituale o fisico che non si arrendesse alla potenza guaritrice di Gesù. 
Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati” (Matteo 14:14). 
... e tutta la folla cercava di toccarlo (Gesù), perché da lui usciva un potere che guariva tutti” (Luca 6:19). 
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi… predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità” (Matteo 9:35). 
… gli portarono (a Gesù) tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, epilettici, paralitici, ed egli (Gesù) li guarì tutti” (Matteo 4:24). 
(Gesù), con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati, affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia…” (Matteo 8:16-17). 
E Gesù disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura… Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demoni… imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno” (Marco 16: 15-18).

Il Buon pastore
Il Dio d'Israele si rivela al suo popolo, ed oggi, anche a noi Gentili, come il solo e vero Dio che si prende cura di coloro che si affidano a Lui.
In tutta la Sacra Scrittura ci viene rivelato Dio che ama, che viene incontro alla condizione di fallimento dell'umanità e che si distingue dagli antichi e moderni falsi dei.
L'apice di tale dimostrazione di amore è raggiunto con la venuta, l'incarnazione, la morte e la resurrezione del Figlio di Dio Gesù Cristo.

Bambino
Quando eravamo bambini conoscevamo bene i giochi difficoltosi che portavano entusiasmo nella nostra vita quotidiana, ed anche se provavamo un po di paura nell'affrontarli, nulla ci poteva fermare dal raggiungere i nostri piccoli traguardi, dimostrando il nostro portentoso coraggio. 
Ricordo che quando avevo più o meno otto anni le mie avventure si svolgevano tra gioie e dolori.
Saltando muretti molto alti, scavalcando recinzioni, correndo in mezzo ai rovi, arrampicandomi su alberi, insomma affrontando situazioni poco "sicure", rimaneva sempre dentro di me un forte entusiasmo e una permanente serenità che andava oltre la paura.
Penso alla sensazione che avevo in quei momenti quando superavo la prova, in particolare, quando saltavo un muretto di due metri, la gioia e la contentezza che manifestavo con chiassose esclamazioni erano incontenibili.

L'Indemoniato Gadareno
Nella Parola di Dio, spesso, il termine originale tradotto "tenebra" sta a significare un'ignoranza negletta e volontaria sulle cose di Dio.
Questa caratteristica la notiamo nella descrizione dell'episodio della liberazione dell'indemoniato Gadareno, riportato nei Vangeli di Matteo 8:28-34, Marco 5:1-17 e Luca 8:26-39.
Nei passi di Matteo e di Marco, vi è riportato che gli abitanti del luogo "pregarono" Gesù perché se ne andasse da lì; in Luca è riportato che le persone del luogo chiesero a Gesù che si allontanasse perché avevano paura.
In tutti e tre i passi viene descritto che Gesù asseconda la loro volontà (il Signore non forza nessuno).

Tra le onde
In questi ultimi tempi, grigi, dove si respira un'aria pesante, noi tutti cerchiamo di navigare con la nostra piccola barchetta in questo mare tempestoso e tormentoso. 
Non sempre abbiamo la pazienza, la forza e la serenità per affrontare le piccole e grandi onde che vengono contro di noi, rallentandoci la marcia... anche verso il Cielo.
Spesso ci facciamo sopraffare dallo scoraggiamento, domandandoci quando finirà tutto questo sballottamento che ci causa nausea e malessere... anche fisico. 
Ci sono le depressioni, le ansie e le insoddisfazioni, le quali, come grandi onde, investendoci, si frantumano e generano rabbia, infelicità e sensi di colpa che ci vogliono fare vivere quotidianamente nell'incertezza, come non avendo uno scopo nella vita, trasmettendoci una visione distorta della realtà che è secondo i piani di Dio, che Egli ci dona tramite Gesù, con il Suo infinito amore. 

Torre di Babele
Nelle prime pagine della storia dell'umanità, la Bibbia ci rivela che non esisteva assolutamente il concetto di  "straniero".
Leggiamo infatti che tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole (Genesi 11:1).
Allora perché le cose sono cambiate?
A causa della cattiveria degli uomini!
Essi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra" (Genesi 11:4).

Cristo ha sofferto ed è risorto dai morti affinché il pentimento ed il perdono dei peccati fossero predicati a tutte le nazioni (Luca 24:46-47). 
Paolo e gli altri apostoli diffusero questo messaggio di pentimento viaggiando attraverso l’impero romano del loro tempo.
In Efeso, la predicazione di Paolo sul pentimento ha fatto si che tantissimi si convertissero al Signore e bruciassero i loro libri e oggetti di magia (Atti 19:19). 
Questo ebbe un tale effetto sulla società della città che gli aderenti al culto di Diana (Artemide) furono scossi e persero i guadagni dalla vendita dei loro idoli. 

Gesù davanti a Pilato
Noi viviamo in una nazione chiamata "cristiana", ma crediamo veramente in Gesù come il nostro personale salvatore, colui che ci permette di realizzare la comunione con Dio e ci assicura un posto in Cielo dopo la morte (fisica)?
Vogliamo considerare brevemente chi è (o chi potrebbe essere) per noi la persona di Gesù Cristo il Figlio di Dio.
Alla lettura dei Vangeli ci imbattiamo nella figura di Gesù come un maestro che insegnava le cose di Dio in modo diverso da quello che erano le interpretazioni di allora, divulgati dai vari teologi: Scribi, Farisei e rabbini vari.
Gesù affermava che, nei suoi insegnamenti, prendeva in considerazione la stessa Parola di Dio a cui loro si riferivano: la Legge (di Mosè) e gli scritti (oracoli) dei Profeti; e di essere proprio quello che la Parola di Dio presentava: il Figlio di Dio, il Messia e l'Unica via per arrivare al vero Dio.
Allora, in certe occasioni, quelli che lo ascoltavano erano divisi nel loro giudizio: alcuni dicevano che era un uomo di Dio, altri dicevano che era un indemoniato (Giovanni 10:19-21).

Può accadere in un istante o dopo un'attesa di alcuni mesi, ma ben presto mi troverò alla presenza del Signore.
Allora in un battibaleno tutte le cose appariranno sotto un'altra prospettiva. 
Improvvisamente le cose a cui avevo dato importanza: gli impegni dell'indomani, i piani per il servizio della mia chiesa, il successo o il fallimento nel piacere al mio prossimo, etc., non avranno più valore. 

Preghiera
Paolo, citando una sua esperienza, ha confermato che per timore che si insuperbisse a motivo delle eccellenti rivelazioni ricevute, gli era stata messa una "spina nella carne", un angelo di Satana per "schiaffeggiarlo".
La "spina" era, senza dubbio, una infermità fisica, e Paolo la definisce un "angelo di Satana" (2 Corinzi 12:7-10).
Lo scopo del diavolo era ed è di portare alla morte, ma anche se il Signore gli permise di agire sul corpo di Paolo, tutto questo non ha contribuito per la morte di Paolo, ma per la sua vita.
Infatti la vita dell'apostolo Paolo è stata un continuo trionfo sulla morte e su Satana.
Che la potenza della morte voglia assalire i credenti e che Dio non sempre lo impedisca è evidente, ma questo non significa che Lui voglia vederci morire.

Neemia
Neemia è un famoso personaggio della Bibbia, israelita, nipote di uno dei deportati in esilio da Nabucodonosor, re di Babilonia.
Neemia era coppiere del re Artaxerxes I (445 a.c. circa) o del re Artaxerxes II (384 a.c. circa) re di Persia. 
Anche se era un servo fidato alla corte del re persiano, il suo cuore era dedicato al suo popolo. 
Quando udì che le mura di cinta di Gerusalemme erano ancora abbattute, si disperò perché sapeva che, senza le mura, la città era completamente alla mercé dei suoi nemici. 
Neemia conosceva il Dio dei suoi padri, infatti la sua reazione all'udire lo stato delle mura di Gerusalemme fu: "Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza; digiunai e pregai davanti al Dio del cielo” (Neemia 1:4). 

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