Si può conoscere Dio usando la ragione?

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Questa risposta, come le altre, non è vincolata da alcun dogma di alcuna organizzazione cristiana.
Purtroppo anche la ragione o ragionevolezza fa parte di quegli attributi umani che sono stati deformati e intaccati dal peccato originale e dalle sue conseguenze.
Vediamo che uno dei primi risultati del peccato dei nostri progenitori, nel Giardino dell’Eden, sono stati delle azioni che hanno dimostrato mancanza di ragionevolezza, come il tentativo di nascondersi dalla presenza di Dio, per la paura di essere visti nudi da Lui.
Da quel momento in poi, e di conseguenza anche per i loro figli, la ragione (che dovrebbe favorire il discernimento di Dio e delle cose relative a Lui) è venuta meno, anzi in molti casi ha causato l’effetto contrario: maggiore allontanamento da Dio.

Fin quando l’uomo rimaneva nella comunione e nella contemplazione di Dio, anche la sua intelligenza di creatura creata a immagine di Dio, veniva continuamente rigenerata e perfezionata.
Possiamo dire che con la ragione soltanto non si può arrivare alla piena conoscenza di Dio, ma come ha detto l’Apostolo Paolo ai sapienti ateniesi “… se mai riuscissero a trovare Dio come a tastoni…” (Atti 17:27).
Per questo c’è stato di bisogno della Rivelazione, cioè la conoscenza rivelata da e di Dio, di cui Paolo ne è stato uno dei principali banditori, dopo Cristo.
Proprio Cristo è stato il principale strumento della Rivelazione della conoscenza di Dio: Lui stesso è Dio rivelato.

A parte tutto questo però, l’uomo potrebbe o avrebbe potuto arrivare alla conoscenza di Dio per mezzo della creazione, come dice sempre l’Apostolo Paolo: “Infatti le Sue (di Dio) qualità invisibili, la Sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle Sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili (gli uomini arroganti).
Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato ne l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato” (Romani 1:20-21).
L’ostacolo, come detto sopra è stato ed è il peccato dell’uomo, il quale avendo avuto seminato nel suo cuore l’arroganza di prendere il posto di Dio e la volontà di fare a meno di Dio, volontariamente rinnega Dio, ricevendo di conseguenza ulteriore ottenebramento di mente.

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