Conoscere Dio

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Chi è Gesù Cristo


Per essere salvati


Cristiano

Cristiano significa seguace o discepolo di Cristo.
Oggi può significare un termine di classificazione scontato, generico e vago, ma al tempo della prima chiesa era sinonimo di vera appartenenza e identificazione al Cristo, dove spesso significava subire ingiustizie, persecuzioni e anche il martirio.
Tale realtà è ancora oggi presente in Paesi con regime comunista o islamico integralista, dove le libertà sono negate, specialmente quella religiosa.
La prima volta che i discepoli di Cristo sono stati chiamati Cristiani è stato nella città di Antiochia, alcuni anni dopo l'Ascensione di Cristo, per distinguerli dai Giudei e dai Proseliti ebrei.
  • Una questione di scelta

    Gesù davanti a Pilato
    Noi viviamo in una nazione chiamata "cristiana", ma crediamo veramente in Gesù come il nostro personale salvatore, colui che ci permette di realizzare la comunione con Dio e ci assicura un posto in Cielo dopo la morte (fisica)?
    Vogliamo considerare brevemente chi è (o chi potrebbe essere) per noi la persona di Gesù Cristo il Figlio di Dio.
    Alla lettura dei Vangeli ci imbattiamo nella figura di Gesù come un maestro che insegnava le cose di Dio in modo diverso da quello che erano le interpretazioni di allora, divulgati dai vari teologi: Scribi, Farisei e rabbini vari.
    Gesù affermava che, nei suoi insegnamenti, prendeva in considerazione la stessa Parola di Dio a cui loro si riferivano: la Legge (di Mosè) e gli scritti (oracoli) dei Profeti; e di essere proprio quello che la Parola di Dio presentava: il Figlio di Dio, il Messia e l'Unica via per arrivare al vero Dio.
    Allora, in certe occasioni, quelli che lo ascoltavano erano divisi nel loro giudizio: alcuni dicevano che era un uomo di Dio, altri dicevano che era un indemoniato (Giovanni 10:19-21).

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  • Eutanasia

    Eutanasia
    Possono altri decidere sul proseguo della vita, anche se vegetativa, di un loro caro?
    Può una condizione di coma o condizione di male irreversibile (secondo la scienza medica), legittimare la decisione di fare morire (uccidere) il sofferente?
    Eutanasia è una parola che deriva dal greco e vuol dire "buona morte" o "morire bene", ma con il passar del tempo ha assunto il significato di "provocare la morte per pietà".
    Si riferisce alla morte procurata appunto "per compassione", con interventi che hanno lo scopo di alleviare l'agonia, o per porre fine ad una malattia incurabile molto dolorosa. 
    In questo caso è definita "Eutanasia attiva", se invece si interrompono tutte le cure, per fare spazio al processo naturale della morte, è definita "Eutanasia passiva" (come il caso di Terry Schiavo, di qualche anno fa).
    Questo argomento è stato oggetto di discussioni in conseguenza del disegno di legge presentato in Parlamento, riguardante l'Eutanasia passiva.
    Il progetto rispetta l'art. 575/c del nostro Codice Penale che prevede, per chi uccide o "lascia morire" per compassione un malato incurabile, un minimo di pena da ventuno anni di reclusione, ridotti, secondo l'art. 579, da sei a quindici anni, se la vittima è consenziente.

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  • Accogliere Gesù

    Accogliere Gesù
    Tutti coloro che hanno ricevuto una vita nuova in Gesù Cristo possiedono la cittadinanza celeste e, di conseguenza, sono diventati stranieri in questo mondo.
    Sono pellegrini di passaggio e aspirano alla patria eterna dove il Signore li attende.
    Un tempo anche Lui era qui, tra di noi, mandato dal Padre per riscattare l'umanità perduta.
    Il Vangelo di Giovanni ci riporta così: "La vera luce che illumina ogni uomo veniva nel mondo.
    Egli era nel mondo; e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, ma il mondo non l'ha conosciuto
    " (1:9-10).
    Continuando a leggere il seguito del passo, ci scontriamo con qualcosa di completamente fuori dalla norma: "E' venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto..." (Giovanni 1:11).

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  • A Carnevale

    Maschera
    Una brutta caratteristica della società di oggi è che la maggior parte delle persone assorbe facilmente quello che viene proposto, presentato, o pubblicizzato, su mode, tendenze, usi, costumi, feste, eventi, etc..
    Il comune denominatore però deve essere lo svago, il divertimento, o qualcosa che porta all'alienamento dal negativismo della monotona vita di ogni giorno, o dalla mancanza di obbiettivi e aspirazioni.
    Nella maggior parte di questi casi si riscontra poco interesse e mancanza di desiderio di voler vedere a fondo quello che sta "dietro le quinte", o di approfondire un eventuale significato storico e culturale di un evento, ricorrenza, o festa che si presenta apparentemente piacevole.

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Iesurun

Con il Blog Iesurun vogliamo analizzare eventi attuali e storici su Israele come realtà sociale e religiosa-profetica, approfonditi dal lato spirituale, secondo l'ottica della Parola di Dio.

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